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Come programmare davvero in Android: gli strumenti
come programmare app android da zero

Come programmare in Android: perché Android ?

Il sistema operativo Android negli anni ha avuto un’ampia diffusione. E non soltanto su smartphone o tablet. Ha avuto la più veloce diffusione per un sistema operativo mobile. Ma quale sono le motivazioni per la sua diffusione ?

Le ragioni sono molteplici ma quella più evidente è che Android è figlio di Linux. Quindi appartiene al mondo open source. Essendo open souirce ha attirato l’interesse di molti sviluppatori. Che per molti anni hanno riversato il oro impegno nel software libero.

Inoltre, questo sistema operativo abbraccia tutto quello che è stato sviluppato per il supporto allo sviluppo web, desktop e mobile. Sia nello sviluppo di pattern progettuali e di librerie software.

Ma non è sufficiente dire che esperti del settore hanno decretato il successo di Android. Questo non sarebbe stato possibile se non ci fosse stato stato un ampio riscontro dal pubblico. Per di più, Android è stato installato su diversi device mobili e con fascia di prezzo di versa. Questo ne ha consentito un grande diffusione differenziata trasversalmente nelle diverse categorie sociali. Questa nuova organizzazione ha obbligato gli sviluppatori a curare in modo particolare ogni aspetto di adattamento alle caratteristiche dei diversi dispositivi mobili nel creare applicazioni Android sempre più performanti.

SDK e l’ambiente di sviluppo

Per poter programmare con Android è necessario avere ha portata di mano tutti gli strumenti di sviluppo di questo linguaggio di programmazione. Essi si trovano con molta facilità online e sono gratuiti. Ecco gli strumenti necessari per sviluppare la tua prima applicazione Android:

  • JDK (Java Development Kit): è l’ambiente di sviluppo per la programmazione in Java. Esso è necessario per la programmazione delle App. Lo puoi scaricare dal sito della Oracle.
  • IDE (ambiente di sviluppo integrato): in questoambiente sono presenti gli strumenti necessari per il programmatore. Per la programmazione Android puoi usare Eclipse o Android Studio; entrambe queste soluzioni sono valide.

Ma non possiamo sviluppare in Android se non abbiamo l’Android SDK. Questo è il pacchetto che consente di vedere realizzati tutti in nostri programmi Android. Esso viene scaricato attraverso il download di Eclipse o Android Studio. E’ necessario un componente aggiuntivo per programmare in Android ?

Sul computer deve essere installato l’ambiente di sviluppo JDK di Java. Adesso passiamo in rassegna gli strumenti di sviluppo nativi e non nativi. In modo da farti capire le diverse metodologie di sviliuppo.

Come installare Eclipse

Eclipse è un strumento gratis e consente di configurare il tool con varie estensioni. Questo rende Eclipse uno stru,mento molto flessibile per gli svariati usi nella programmazione.Infatti, è posisible adoperare Eclipse anche per altri linguaggi di programmazione come:

  • C/C++,
  • Java,
  • PHP,
  • ed altri.

Per la programmazione Android installare il plugin chiamato strong-ADT (Android Development Tools). Come si installa Eclipse per Android ?

È sufficiente seguire questi passaggi:

  1. Scarica Eclipse: per usare questo strumento per la programmazione Android è necessario usare la versione di Eclipse pari o superiore alla 3.7.2 (chiamata Indigo); in questa versione per Java Developer andrà più che bene. Verifica sempre che l’IDE ha già installato il plugin ADT. Mentre nelle versione successive il controllo è superfluo dato che il plugin ADT è già installato.
  2. Installazione del plugin ADT: se il plugin non è presente ti fornisco i passaggi per installarlo. Eclipse viene fornito in versione stand-alone. Questo significa che non è necessario installarlo ma il pacchetto deve essere decompresso ed poi eseguito. Quando Eclipse è stato avviato per installare il plugin ADT seleziona la voce Install New Sofwtare dal menù Help. Il software apre una finestra in cui si trova il pulsante ADD (aggiungi). Grazie a questo pulsante è possibile fornire ad Eclipse l’indirizzo url per poter scarica il plugin ADT. Dopo la connessione al database di Eclipse nella finestra appare la scritta Available Software (software disponibile) in cui apparire il componente richiesto Developer Tools. Adesso è necessario spuntare la checkbox relativa all’estensione da in stallare. Fatto questo per proseguire l’installazione si preme il pulsante Next (successivamente) per scaricare il componente. Finito il download devi accettare la licenza per poter usare il plugin.
  3. Download dell’Android SDK: il plugin che è stato installato in precedenza consente di avere disponibili tutte le voci di menù relative allo sviluppo in ambiente Android all’interno di Eclipse.
  4. Collegare IDE con Android SDK: scaricato il pacchetto dell’ambiente Android deve essere scompattato nel nostro file system. Ad esempio può essere scompattato nella direttory di Eclipse. Comunque, nello scompattamento deve essere sempre indicato il path (percorso) della cartella nelle Preferences di Eclipse. Come è possibile indicare la preferenza ? Seleziona da Eclipse la voce di menù Window Preferences. Mentre nella sezione Android dell’interfaccia che viene mostrata inserire il path del Android SDK nella casella di testo SDK Location.

Android Studio

Andiamo più in profondità nella spiegazione dell’ambiente Android SDK. Come ho già detto è già installato in Android Studio o in Eclipse è importante sottolineare che questo strumento è composto da molti tool, programmi, emulatori (si può creare anche un’emulatone personalizzato), piattaforme per ogni versione Android e tanto altro.

La sua struttura non è immutabile e viene sempre gestita attraverso il programma Android SDK Manager. Ed è avviabile da Eclipse e da Android Studio. Questo Manager permette al programmatore di scegliere le piattaforme e gli strumenti presenti nel SDK più adatti per il progetto in fase di sviluppo.

E tutto questo con un paio di download e qualche clic per installare e scompattare il pacchetto. Tutto ciò indipendentemente dal sistema operativo Windows, Mac, distro Linux. Per di più l’ambiente di sviluppo Android non ha bisogno di molte operazione per essere subito operativo e allo sviluppo della prima app.

Android SDK

Andiamo più in profondità nella spiegazione dell’ambiente Android SDK. Come ho già detto è già installato in Android Studio o in Eclipse è importante sottolineare che questo strumento è composto da molti tool, programmi, emulatori (si può creare anche un’emulatone personalizzato), piattaforme per ogni versione Android e tanto altro.

La sua struttura non è immutabile e viene sempre gestita attraverso il programma Android SDK Manager. Ed è avviabile da Eclipse e da Android Studio. Questo Manager permette al programmatore di scegliere le piattaforme e gli strumenti presenti nel SDK più adatti per il progetto in fase di sviluppo.

E tutto questo con un paio di download e qualche clic per installare e scompattare il pacchetto. Tutto ciò indipendentemente dal sistema operativo Windows, Mac, distro Linux. Per di più l’ambiente di sviluppo Android non ha bisogno di molte operazione per essere subito operativo e allo sviluppo della prima app.

Alternative allo sviluppo nativo

La programmazione Android è semplificata grazie a questi due aspetti:

  1. strumenti gratuiti,
  2. e creazione dell’ambiente di lavoro con pochi clic.

Di solito, chi si appresta a programmare con un nuovo linguaggio di programmazione si scoraggia facilmente. Naturalmente è necessario avere le competenze di base per poter approcciare un progetto di programmazione seppur minimo. Questo è ancor più vero nel linguaggio di Android in cui è necessario avere delle competenze ben radicate del linguaggio di programmazione Java.

Infatti, con il linguaggio Java programmiamo le pagine dell’applicazione. Mentre con il markup xml programmiamo la parte grafica della pagine delle applicazioni. Questo ci porta ad una conclusione semplice.

Per poter usufruire di tutte le potenzialità del framework è necessario essere degli ottimi programmatori. Infatti, questo è l’unico modo per essere consapevoli delle problematiche della programmazione e come risolverle in tempi celeri.

Questo molto spesso può scoraggiare i neofiti all’approccio con la programmazione Android nativa. Ma questo non significa che si deve rinunciare a produrre la propria App con Android.

Ci sono altre metodologia per creare app Android validi attraverso lo sviluppo non nativo. Questo tipo di metodologia ha un approccio più visuale e ancora più familiare per coloro che provengono dal mondo del web deisign. Questa è la lista degli strumenti per lo sviluppo non nativo:

  • Apache Cordova e Steroids provengono dal know-how nello sviluppo per Internet. I fogli di stile, il cosidetto CSS hanno permesso di rendere le applicazioni web eleganti e gradevoli agli occhi. Cosa che prima non poteva accadere con il puro HTML. Inoltre, il Javascript ha dato movimento e l’HTML5 ha rivoluzionato tutto il mondo web. Grazie a tutte queste funzionalità perché non riproporre il tutto anche in chiave mobile. Cordova è la versione open source del progetto PhoneGap. Ed ha come obbiettivo di sviluppare le cosiddette app ibride con un interfaccia sviluppata in modalità web. Queste applicazioni sono in grado di interfacciarsi con il sistema operativo mobile grazie a numerose API. Steroids è stato pensato per superare alcuni limiti individuati in PhoneGap. Ma non c’è stato bisogno di reinventare la ruota. Infatti, si fonda su Cordova. Ma è stato approfondito il legame con lo strato nativo.
  • Corona SDK è un’ambiente pensato per gestire le interazioni come per esempio i videogiochi. È stato sviluppato dai Corona Labs è non ha bisogno di nessuna conoscenza del linguaggio Java. Inoltre, propone come alternativa lo scripting in Lua. Lua è un formalismo con un approccio molto semplice. E consente di personalizzare ancora di puniù le proprie applicazione;
  • Unity è il più conosciuto motore per videogiochi di tutto il mondo. Questo primato è ampiamente meritato perché combina un editor visuale di altissimo livello è la programmazione ad oggetti avanzate come il C#. per di più gestisce tutti gli altri aspetti fondamentali per i videogiochi come grafica, animazione e fisica;
  • App Inventor è di sicuro lo strumento più adatto per coloro che sono degli appassionati di tecnologia amatoriali. Anche per coloro che sono praticamente a digiuno di programmazione possono ottenere dei risultati in breve tempo. È stato sviluppato dai Google Labs come strumento per una veloce modellazione di App Android. E solo successivamente è stato dato al M.I.T. (Mechanical Institute of Technology). Le sue caratteristiche principali sono di essere molto semplice da usare e con un interfaccia molto intuitiva.

Adesso sorge una domanda. E’ meglio la programmazione nativa o non nativa. Posso dire per certo che entrambe le due tecnologie hanno i loro pro e contro.

Il processo di sviluppo nativo offre la possibilità di gestire totalmente il dispositivo senza la preoccupazione di trovare dei limiti. Ma dall’altro lato richiede una programmazione molto professionale. E si focalizza solo su una piattaforma di programmazione impedendo la portabilità sui altri mercati del mobile.

Lo sviluppo non nativo richiede una minore necessità di programmazione. Inoltre, è possibile creare delle applicazioni cross-platform che sono distribuibili in diversi sistemi operatvi.


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    Creare applicazioni Android: elementi ed funzionamento di base di un’applicazione
    creare applicaioni android

    Nel precedente articolo come programmare in Android abbiamo fatto conoscenza con gli strumenti necessari per creare App con Android. Adesso è il momento di conoscere più da vicino il funzionamento della piattaforma Android. Qualsiasi applicazione Android si divide in questi 4 componenti:

    • Activity,
    • Service,
    • Content Provider,
    • Broadcast Receveir.

    Questi elementi consentono all’applicazione di integrarsi in maniera perfetta nell’ambiente Android. Prima di spiegare questi elementi è bene sottolineare i principi che stanno alla base della programmazione Android. Questi 2 principi stanno alla base di molte scelte tecniche e progettuali fatte dai progettisti di Android.

    Ricordarli e tenerli a mente ci aiuta a comprendere l’ambiente Android. Vediamo adesso questi due concetti ispiratori:

    • salvaguardia delle risorse: Android è stato sviluppato per i sistemi embedded. Questo tipo di sistema storicamente è poche risorse di memoria. Android fin dai suoi esordi è stato molto parsimonioso con la memoria. Infatti, le applicazione Android non perdeono user experience e rimangono sempre fluide. Android è molto abile nel distruggere e ricreare parti dell’applicazione senza farlo notare agli utenti. Naturalmente sarà il programmatore a gestire questo aspetto. Fortunatamente non ci sarà bisogno di un’enorme impegno. Ma sarà necessario prendere in considerazione degli accorgimenti da applicare in maniera consapevole.
    • Sicurezza: Android è figlio di Linux, e quindi ha nel suo DNA la ricerca della stabilità. Ogni applicazione è un’utente a sé stante e vive in un processo in cui viene allocata una nuova istanza della virtual machine. Questo per evitare futuri crash delle applicazioni si propaghino in altre app del dispositivo creando cosi un’instabilità. Questo modo di “isolarsi” si riflette anche nella gestione della memoria di massa. Infatti, le applicazioni hanno un loro spazio in cui posso gestire ed elaborare i dati. Per questo motivo è assolutamente sconsigliata, per non dire vieta ogni pratica che conduca un’app ad invadere lo spazio riservata ad un’altra. Ma questo non significa che le applicazioni non possano comunicare tra di loro. Ma Android preferisce un dialogo utile tra di loro creando dei meccanismi per condividere contenuti e funzioni tra le componenti del sistema.

    Sviluppare App Android: le fondamenta

    Android è composto da 5 elementi che regolano il flusso delle informazioni e che servono al programmatore a sviluppare l’app. Vediamo:

    • Activity: è l’interfaccia utente. Ogni volta che si pare un’app per usarla di solito si creare un’interazione con una o più pagine di essa. Con le quali si consultano i dati di interesse o si immettono informazioni di input. Si deve sottolineare subito che la realizzazione dell’Activity è il punto iniziare di un qualunque corso di programmazione Android. Infatti, questo, è l’elemento in cui l’utente ha il contatto principale.
    • Service: questo componente svolge un ruolo opposto all’Activity. È un lavoro che viene svolo in background in cui non è necessari l’interazione con gli utenti. I Service hanno un’importanza fondamentale nella programmazione. Essi devono predisporre i dati che le Activity devono mostrare all’utente. Consentendo una velocità maggiore al momento della visualizzazione.
    • Content Provider: nasce con l’obbiettivo di condividere dati tra le applicazioni. Il suo scopo richiama il principio di sicurezza dell’applicazione trattato un un precedente paragrafo. I Content Provider permettono nell’ambito del sistema di suddividere contenuti custoditi in un database, su file o reperibili attraverso l’accesso ad Internet. Questi contenuti possono essere adoperati da altre applicazioni senza però, invadere lo spazio di memoria di altre applicazioni. Invocando quel dialogo “sano” che è già stato spiegato in precedenza.
    • Broadcast Receiver: è un componente che reagisce all’invio di messaggio al livello di sistema. Questa reazione viene chiamata tecnicamente broadcast. Tramite il broadcast Android notifica un determinato evento come per esempi l’arrivo di un SMS, di un chiamata oppure sollecita l’esecuzione di azione. Questi componente sono estremamente utili per gestire in modo istantaneo eventi di circostanze speciali.
    • Intent: è bene ricordare che una componente può attivarne altri grazie ad apposite invocazioni di sistema. Questo processo è un’intenzione e viene codificata attraverso l’Intent. L’Intent è usabile come un normale classe Java. Inoltre, è un potente strumento .

    Creare un App Android: Ciclo di vita

    Il parametro fondamentale per la sopravvivenza di un sistema mobile è la corretta gestione delle risorse. Il sistema Android conosce bene questo parametro. Basti pensare al funzionamento di uno smartphone. Questo dispositivo si occupa di gestire diverse funzioni, come le chiamate, gli sms, la gestione di pagine web, la gestione dei socil e per molte ore al giorno. Per di più, alcuni non lo spengono. Bloccando in questo modo un processo che è comune nella vita di qualunque PC. Infatti, lo spegnimento ed il conseguente arresto del sistema libera la memoria e pulisce le risorse temporaneamente assegnate alle applicazioni. Ma qual’è il comportamento di Android ?

    Android cercherà di tenere in vita ogni processo il più a lungo possibile. Naturalmente è possibile che in alcune condizioni ed in base alle risorse hardware a disposizione il sistema operativo è obbligato a liberare della memoria uccidendo i processi. Ma quale processo uccidere ?

    Quest’azione di fonda in base a quanto quel processo sia importante per la user experience. Maggiore sarà l’importanza riconosciuta dal sistema minori saranno le possibilità che venga bloccata.

    I processi possono essere classificati, in ordine di importanza decrescente:

    • Processi in foreground: sono tutti quei processi che interagiscono in modo diretto o indiretto con l’utente. Parliamo di quelle applicazioni, che ad esempio, contengono l’Activity attualmente in uso oppure i Service ad essa collegata. Questi sono processi che Android proverà a preservare in modo maggiore. Va sottolineate che anche le applicazioni in Foreground non sono del tutto al sicuro. Infatti, se il sistema non avesse più risorse sufficienti per mantenerli in vita sarebbe costretto a bloccarne qualcuno;
    • Processi visibili: non sono processi importanti come quelli in foreground ma anche loro altamente salvaguardati da Android. Hanno dei componenti ancora visibili agli utenti anche se in quel momento non vi interagiscono più. Ma svolgono un ruolo estremamente importante. Anche in questo caso abbiamo un’insieme di Activity visibili e Service ad esse collegati;
    • Prcessi Service: questi processi hanno dei service in esecuzione. Di solito, eseguono lavori molto utili all’utente. Anche se non sono collegati direttamente con quello che egli vede nel display. Il livello di priorità di questi processi è medio. Sono processi importanti ma non tanto quanto i processi presentati nei punti precedenti;
    • Processi in background: comprendono le Activity non più visibili agli utenti. Questi processi comprendono una categoria molto popolata. Essa è una categoria molto affollata. E comprende un grande numero di applicazioni che l’utente ha usato e poi messo in disparte, ad esempio premendo il tasto Home. Questi processi non sono considerati molti importanti. Infatti, sono degli ottimi candidati alla distruzione nel caso le risorse scarseggiassero;
    • Processi empty: questi sono processi vuoti che non hanno nessuna componente attiva nel sistema. Essi sono conservati soltanto per motivi di cache, per incrementare la velocità di riattivazione; ogni volta si rendesse necessaria. Come è facile comprendere sono i migliori candidati per essere uccisi dal sistema operativo.

    Nei prossimi articoli faremo la conoscenza di altre componenti di Android. Per poi speigare come si installano gli strumenti per programmare in questo ambiente. Non perdere i prossimi articoli.


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      Linguaggio C: guida alla programmazione Alessandro Bellini

      Linguaggio C: guida alla programmazione Alessandro Bellini: recensione manuale

      linguaggio c

      Il linguaggio C guida alla programmazione di Alessandro Bellini, e’ un manuale di programmazione c che negli anni ha avuto un grande successo non solo da parte degli studenti Universitari a di scuole secondarie con indirizzo informatico e programmazione che iniziavano lo studio di un linguaggio di programmazione.

      Prima ancora di visionare dei video tutorial ti consiglio di dare uno sguardo a questo manuale di programmazione c. Il testo offre uno spaccato sulla storia del linguaggio C e di tutte le caratteristiche che lo differenziano dagli altri linguaggi di programmazione. Ogni corso di programmazione c non sempre ha il tempo di dedicare il tempo necessario ad ogni argomento del corso.

      Per altri riferimenti puoi visionare la guida programmazione C presente in questo sito. Il corso programmazione in c che trovi nel sito e’ un corso completamente gratuito. E riprende molti concetti presenti ne testo.

      Per questo e’ uno strumento valido per seguire un corso di programmazione in c. Infatti, la nuova edizione si arricchisce di nuovi argomenti, oramai divenuti indispensabili in un mondo che ha abbracciato i siti web, come i protocolli internet. L?obbiettivo e? quello di fornire una guida esauriente e allo stesso tempo semplice da fruire del linguaggio C di tutte le istruzioni C necessarie per la programmazione in linguaggio c.

      Tutti i concetti presentati nel manuale linguaggio C sono spiegati con un linguaggio semplice da comprendere attraverso esempi e ti consentiranno di eseguire la programmazione in linguaggio c. Per poi giungere gradualmente ad esempi pi? complessi. Questo e’ il compito di una guida alla programmazione in c.

      Per consentire un apprendimento graduale del linguaggio e? stata posta grande attenzione alla sequenza di presentazione degli argomenti del corso programmazione C di Alessandro Bellini. Infatti, fin dall?inizio del testo, il lettore si pu? subito cimentare con la programmazione vera e propria. Ogni programma di esempio viene spiegata ogni riga di codice. E questo consente allo studente di rielaborare il programma. Per fissare ancora meglio le nozioni apprese.

      Programmare in C

      Infatti, per aiutare la comprensione il testo segue questa strada. Pochi e semplici concetti alla volta. E mettere in pratica questi concetti attraverso la programmazione. Se desideri imparare a programmare c questa guida c fa al caso tuo.

      Tutte le strutture del linguaggio C, come variabili, costanti, array e cicli condizionali sono spiegati in modo chiaro. E sono subite implementate nel computer con esempi che consentono una nuova rielaborazione da parte dello studente.

      Il testo e? suddiviso in 2 parti. Nella prima parte (capitoli da 1 a 9) sono presentate tutte le strutture di base del linguaggio C (istruzioni, tipi dati, variabili e costanti, operatori, espressioni, strutture decisionali e iterative, istruzioni composte e annidate, librerie di funzioni . Le strutture presentate nella prima parte consentono gi? di avere un programma funzionante ed autonomo. Ma come iniziare a programmare in C ?

      Per programmare in c su Windows, per esempio, non sono necessari software per programmare in c molto costosi. E’ sufifciente usare il Notepad o il Blocco note presente in tutti i sistemi operativi di casa Microsoft per scrivere il codice sorgente. Per poter sviluppare il programma, come ti sara spiegato nel testo hai bisogno di un programma per programmare in c per programmare in C. Come si chiama questo programma ?

      Questo programma si chiama compilatore C ed e’ un’insieme di librerie che contengono tutte le funzioni, scritte in linguaggio C. Imparare il linguaggio C consentira di creare nuovi funzioni per la risoluzione di determinati scopi. Per questo il testo nell’introduzione parla di ANSI C. E’ ti spiega perche’ e’ stato necessario introdurre quello standard

      Programmazione in C: i puntatori il fulcro del linguaggio

      Particolare attenzione viene data ai puntatori che sono il fulcro per una buona programmazione in C. Per giungere alla programmazione modulare

      Nella seconda meta? del manuale sono proposti argomenti pi?? complessi. E consentono allo studente di analizzare soluzioni alternative a quelle proposte dal testo. A chi consiglio questo manuale?

      Questo manuale e? adatto per lo studente che ha necessita d’imparare il linguaggio c,. anche se ha digiuno di programmazione. Ma e? anche adatto per programmatori come un ottimo strumento di riferimento.

      Il testo accompagna il lettore spiegando i concetti con semplicit?. Se sei un programmatore in erba ed hai necessita di studiare il linguaggio C questo e? il primo testo che dovresti usare. E’ un libro di testo completo rispetto ad alcune linguaggio c pdf che si possono trovare online. Un manuale C oltre ad essere completo deve anche essere chiaro in ogni sua parte.

      Linguaggio di programmazione C, perche’ studiarlo ?

      Con questo testo sei in grado d’imparare a programmare in c e non solo. Infatti, il linguaggio c e’ un corso propedeutico per altri linguaggi di programmazione. Per esempio molti costrutti presenti nel C++ o nel java derivano direttamente dal linguaggio C. Consiglio sempre prima di partire con i linguaggio moderni d’imparare il linguaggio C. Infatti, il programma c oltre a prestare molti costrutti ad altri linguaggi, consente a tutti coloro che non hanno mai programmato un computer di mettere le basi per diventare un programmatore professionista. Questo libro rappresenta un corso C in piena regola. Sono presentati molti programmi con codice c che ti aiuteranno a capire come programmare in C.


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        Linguaggio Java per principianti

        Linguaggio Java, il linguaggio real-time

        linguaggio java

        Il linguaggio Java ? presente nella vita di tutti i giorni. Non molti conoscono la sua storia e quali sono state le difficolt? di implementazione.Nel 1991 un equipe d?ingegneri della Sun Microsystem che avevano come leader Patrick Naughton e James Gosling danno vita alla progettazione di un linguaggio di programmazione specifico per programmare dispositivi elettronici di piccole dimensioni.

        All’inizio denomina questo linguaggio con il nome di Oak (quercia?). Traendo ispirazione da una quercia che ammira durante la sua pausa caff? del mattino. Proprio durante questa pausa decide di utilizzare il nome Java per questo nuovo linguaggio di programmazione. Lo scopo di questo nuovo linguaggio informatico era chiaro a tutto il team.

        Un linguaggio di programmazione leggero, portabile e che era anche in grado di funzionare anche con poca memoria. Una caratteristica molto importante di questo linguaggio informatico era la capacit? di funzionare indipendentemente dal tipo di architettura hardware in uso.

        Questo obbliga gli sviluppatori ad usare una soluzione tecnica gi? vista per la prima volta in BCPL, quella di usare una Virtual Machine. La soluzione della Virtual Machine era gi? stata studiata da Niklaus Wirth, sviluppatore del linguaggio Pascal.

        Il linguaggio Pascal formalizz? la possibilit? di un linguaggio portabile fondato sulla generazione di codice intermedio. Dal Pascal il Java e prese in prestito alcune implementazioni basate su una Virtual Machine.

        Il linguaggio C e? la palestra propedeutica per il linguaggio Java. Questo linguaggio eredita tutte le strutture, librerie e sintassi della programmazione in linguaggio C. Studiare le baci del C ti saranno di aiuto in tutti i linguaggi orientati agli oggetti. Adesso conosciamo meglio il linguaggio di programmazione java. Prima di andare avanti devi verificare che il tuo computer suopporti Java. Vediamo i requisiti.

        Perch? programmare in java ?

        Se hai intenzione di programmare in java sicuramente hai notato che ci sono molti linguaggi di programmazione. Ogni linguaggio di programmazione subisce aggiornamenti di continui. Infatti, le nuove versioni sono sempre pi? potenti. I nuovi linguaggi hanno l?obbiettivo di sostituire i vecchi oramai non pi? adatti per l?evoluzione tecnologica odierna.

        Fra tutti questi linguaggi ti ? balzato all?orecchio il linguaggio java. Molti software, anche di uffici o contabilit? hanno bisogno di java per poter funzionare. Da qui sorge subito una domanda. Perch? devo imparare a programmare in java ?

        Apprendere il linguaggio di programmazione java consente di essere padrone di uno dei pi? diffusi ed usati linguaggi in tutti i settori dell?informatica. Dallo sviluppo delle applicazioni per dispositivi mobili, alle alle applicazioni Enterprise, fino alle soluzioni per Desktop e Web. Programmare in java ha come obbiettivo lo sviluppo e la progettazione orientata agli oggetti. Ma quali sono i motivi per cui scegliere java ad un altro linguaggio ?

        Ci sono 4 motivazioni per cui sceglierlo:

        1. programmare in java consente di avere una sicurezza occupazionale e gradi opportunit? di crescita professionale.
        2. Java ? un linguaggio popolare. ? un linguaggio di programmazione che ha come scopo la soluzioni di differenti problemi anche se non tutti i settori richiedono questo linguaggio. Quello che ? certo ? che nell?ambito ? il pi? usato. Nel settore informatico ? il linguaggio di programmazione pi? usato.
        3. Le competenza in java sono molto richieste. I recruiter sono sempre alla ricerca di figure professionali che possiedono competenze in java per lo sviluppo di software per le aziende private o la pubblica amministrazione.
        4. Il linguaggio java ? versatile. Java ? usato nei siti web come Ebay.com. Ed ? possibile usarlo senza nessun problema per l?implementazione di applicazioni software per ogni settore. Inoltre, questo linguaggio ? importante per l?Information Technology ed ? anche adatto per lo sviluppo nel cloud.

        Requisiti per usare Java

        In questo paragrafo sono indicati i requisiti necessari per far funzionare l’ambiente di Java nel tuo hardware.

        Windows

        • Windows 10 (8u51 e successivi)
        • Windows 8.x
        • Windows 7 SP1
        • Windows Vista SP2
        • Windows Server 2008 R2 SP1 (64-bit)
        • Windows Server 2012 and 2012 R2 (64-bit)
        • RAM: 128 MB
        • Spazio su disco: 124 MB per JRE; 2 MB per Java Update
        • Processore: Pentium 2 266 MHz o superiori
        • Browser: Internet Explorer 9 e successivi

        McOs

        • Mac con su installato macOS 10.8.3 o successivi oppure macOS 10.9 o successivi
        • Browser: Safari (11 o precedenti)

        Linux

        • Oracle Linux 5.5+1
        • Oracle Linux 6.x (32-bit), 6.x (64-bit)
        • Oracle Linux 7.x (64-bit) (8u20 e successivi)
        • Red Hat Enterprise Linux 5.5+1, 6.x (32-bit), 6.x (64-bit)
        • Red Hat Enterprise Linux 7.x (64-bit) (8u20 e successivi)
        • Suse Linux Enterprise Server 10 SP2+, 11.x
        • Suse Linux Enterprise Server 12.x (64-bit) (8u31 e successivi)
        • Ubuntu Linux 12.04 LTS, 13.x
        • Ubuntu Linux 14.x (8u25 e successivi)
        • Ubuntu Linux 15.04 (8u45 e successivi)
        • Ubuntu Linux 15.10 (8u65 e successivi)
        • Browser: Firefox

        Passiamo al passaggio successivo. Capire come installare il suo ambiente di lavoro.

        Come installare Java sul PC

        Java e’ diventatato un linguaggio di programmazione molto importante. Tanti applicativi e giochi per il web sono scritti in Java. Inoltre, ci sono molti programmi che necessitano di Java per poter funzionare. Come per esempi Eclipse o NetBeans (ambienti di sviluppo Java). Ti porto ancora un’altro esempio per farti capire quanto questo linguaggio sia diventanto importante ed usato. Invoicex e’ un software di gestione delle fatturazioni. Anch’esso per poter funzionare si deve appoggiare a Java.

        Come installare il compilatore Java sul PC

        L?installazione di questo linguaggio di programmazione ? pi? complicato rispetto ad altri linguaggi come il C oppure il phyton. Ed infatti, molti abbandonano l?idea di studiarlo proprio per questa difficolt?. Ma ? una difficolt? che si supera velocemente.

        Il compilatore, l?interprete e l?ambiente di runtime (JRE) di Java, sono tutti scaricabili dal sito della Oracle. Il pacchetto che devi scaricare si chiama Java SE JDK. Questo acronimo ? diviso in due parti. JE significa Standard Edition mentre JDK. Mentre JDJ ? il Java Development Kit; esso ? il kit di sviluppo in Java per i programmatori. Adesso non ci resta che esaminare tutti i passaggi per installare l?ambiente di lavoro Java.

        Jave SEO Development

        Adesso scegli il pacchetto per il tuo sistema operativo, nel nostro caso Windows. Clicca sul bottone di download. Dopo aver cliccato il bottone si presenta una finestra un cui devi accettare le condizioni di licenza Oracle. La licenza ? gratuita va viene richiesto lo stesso di accettare la licenza per poter scaricare l?ambiente di lavoro Java.

        scarica java

        Dopo aver scaricato l?ambiente di lavoro clicca due volte sull?eseguibile oppure un clic e tasto destro del mouse. Alla prima schermata si clicca sul bottone Next. Adesso trovi un video con tutti i passaggi dell’installazione dell’ambiente Java. Tutti passaggi dell’installazione presenti nel video sono stati riassunti nei paragrafi seguenti.

        Nella schermata successiva ? possibile personalizzare l?installazione di JDK. L?installazione standard va pi? che bene. Lascia stare le personalizzazioni. Clicca sul pulsante Next.

        Adesso incomincia lo scaricamento dei files. Dopo alcuni minuti viene presentata la schermata delle impostazioni personalizzate. A questo punto ? importante indicare in quale cartella del PC sar? installato Java. Puoi decide se abilitarlo oppure no sul browser. Per ragioni di sicurezza ti consiglio di disabilitare il contenuto Java nel browser; e possibile abilitarla anche successivamente. Infine, clicca sul pulsante Avanti.

        La procedura d?installazione e? molto veloce. Dura qualche minuto. Alla fine dell?installazione si apre una schermata che conferma l?installazione del compilatore Java sul PC. Adesso non resta che cliccare il botte Chiudi.

        Cliccando sul pulsante Next Steps accedi alla documentazione, api, guide e tutoria di JDK e del linguaggio di programmazione Java. Che Oracle mette a disposizione degli sviluppatori. Adesso che Java e? stato installato su Windows dobbiamo configurare le variabili d?ambiente.

        Come diventare programmatore Java junior

        Per diventare programmatore Java Junior devi seguire questi passaggi. Sicuramente hai l?intenzione di trovare lavoro in questo campo. Per iniziare a programmare in java ti consiglio di prendere come riferimento questi due testi. Il primo testo e’ per principianti. Mentre il secondo e’ un testo di specializzazione. Parti sempre dal primo testo senza bruciare le tappe. Soprattuto se si a digiuno di programmazione.

        Questo invece e’ il secondo per le tecniche avanzate.

        E? necessario avere dimestichezza con tutti i concetti della programmazione ad oggetti di Java. Questi concetti sono molto importanti per una buona programmazione:

        • ereditariet?/polimorfismo in generale,
        • classi, interfacce, livelli e modificatori di accesso in Java,
        • overloading/overriding come intesi in Java e magari anche shadowing/hiding/obscuring.

        Per poi passare agli elementi del linguaggio:

        • tipi primitivi,
        • tipi reference,
        • le classi ?wrapper? dei primitivi,
        • le stringhe (String/StringBuffer e String Builder di Java 5+),
        • gli array.

        Da non dimenticare tutte le strutture per il controllo del flusso:

        • if
        • for
        • while
        • do while
        • switch

        E? fondamentale conoscere bene tutte le questioni sulla gestione delle eccezioni: cosa sono, come lanciarle/catturarle, come definirne di nuove, ecc..

        Per completezza ? meglio conoscere anche tutte le novit? di Java 1.4 e Java 5, tra cui:

        • asserzioni
        • autoboxing/unboxing
        • annotation
        • enum
        • generics
        • varargs
        • enhanced-for (il “for-each”)
        • static import

        Inoltre si devono avere ottime conoscenze:

        • sul multi-threading
        • una piccola parte del framework, perlomeno il I/O basilare (package java.io)

        , perlomeno il I/O basilare (package java.io)

        • delle collezioni standard (package java.util).

        Da tenere presente che Java 7, 8 e successivi hanno portato tantissime novit?. Java 7 ha portato alcune funzionalit? del linguaggio che sono utili/comode ma non “rivoluzionarie”.

        Java 8 ha introdotto altri concetti: lambda expression, method reference, functional interfaces e la nuova Stream API e questi sono concetti che cambiano la maniera di lavorare con Java, se usati bene.Questi aspetti di Java 7+ comunque sono pi? avanzati e personalmente non pretenderei che uno “junior” le conosca.

        Come funziona il linguaggio Java

        Le applicazioni in Java sono del tutto indipendenti dalla piattaforma hardware in cui sono implementate. Infatti, si possono eseguire nella maggior parte di computer, come i dispositivi mobili ed altre strutture elettroniche.

        Tutti i programmi scritti in Java lavorano in un ambiente runtime. Quest?ambiente e? installabile su Windows, Mac Os e Linux.

        L?ambiente di runtime e? chiamato JRE (Java Runtime Envioronment). In questo modo l?ambiente e? in grado di riconoscere ed eseguire il codice dei programmi in Java. Oppure il bytecode generato dal compilatore attraverso un software interprete.

        Questo consente di eseguire il codice prodotto su differenti sistemi operativi. Senza la necessita di adattare la piattaforma di destinazione.

        Java linguaggio di programmazione e la macchina virtuale

        ne linguaggio di programmazione java i programmi sono scritti e compilati.
        Tutti i programmi in Java sono scritti e compilati attraverso un compilatore. I programmi compilati sono poi convertiti in bytecodes.

        Quali sono i vantaggi per usare Java

        Ma quali sono i vantaggi per passare da un linguaggio intermedio (i bytcodes) ad un linguaggio interpretato ?Questi i principali vantaggi:

        • l?interprete per il linguaggio dei bytecodes ? molto pi? efficiente di un interprete per un linguaggio ad alto livello come il linguaggio Java. Infatti, il linguaggio dei bytecodes si approssima molto al linguaggio macchina di una CPU reale di quanto non lo siano i linguaggi di alto livello.
        • grazie all’indipendenza del linguaggio intermedio (i bytecodes) che fa da raccordo tra il linguaggio Java e le differenti piattaforme hardware. Per esempio, il linguaggio Java pu? anche essere modificato oppure esteso senza aver bisogno di trasformare il linguaggio dei bytecodes e le relative JVM (questo ? avvenuto sopratutto durante le varie revisioni del linguaggio .
        • Il linguaggio intermedio dei bytecodes e le varie JVM sono soltanto una parte dell’insieme che fa si che il linguaggio Java si uno fra i linguaggi di programmazione pi? portabili. Mentre l’altra parte comprende la piattaforma Java.

        La piattaforma del linguaggio Java

        La piattaforma Java (Java platform) sono tutte le librerie predefinite disponibili in ogni installazione Java; tali librerie sono usate da programmi scritti in Java. Solitamente, con il termine piattaforma si considerano tutte le API (Application Programming Interface) che possono essere usate da un programmatore su un determinato sistema operativo. Infatti, tutte le librerie dipendono e sono definite dal sistema operativo in uso (Linux, Mac OS X, Solaris, Windows ecc..).

        Java non pu? essere considerato come un sistema operativo. Ma le caratteristiche delle API messe a disposizione delle librerie Java (la piattaforma Java) si possono equiparare a quelle presenti in un sistema operativo.Di fatto, un programmatore ? in grado di scrivere interamente nel linguaggio Java applicazioni senza rinunciare alle funzionalit? avanzate che altrimenti sarebbero disponibili soltanto ad applicazioni native scritte per un determinato sistema operativo. Un?applicazione scritta per la piattaforma Java si pu? anche eseguire senza nessun tipo di cambiamento su ogni tipo di sistema operativo che supporta la piattaforma Java. Lo stesso di pu? dire, per i programmi in Java che possono essere eseguiti su molti sistemi operativi differenti (Microsoft Windows, Mac Os X, Linux, Solaris). Tutto questo ? riassunto nel motto che la Sun a creato per Java: ?write one, run anywhere?.

        Confronto con altri linguaggi di programmazione

        Il linguaggio Java si allontana molto dal linguaggio Pascal ed usa molte strutture del linguaggio di programmazione C++, sia nella sintassi che nella semantica. Il primo confronto deve essere fatto con due linguaggi predecessori di Java, il C ed il C++. Il linguaggio di programmazione C ? anche l’antenato del C++ e tutti gli elementi che Java eredita dal C lo eredita anche in maniera dirette dal C++. Da sottolineare che Java fa proprie molte caratteristiche del C++.Quali sono le differenze tra Java, C e C++ ?Sia Java che C++ sono linguaggi orientati agli oggetti mentre il linguaggio C ? procedurale. Non ? del tutto inesatto affermare che Java ? una versione semplificata del C++. Di fatto, due aspetti ostici del C++ hanno avuto risoluzione nel linguaggio Java. Analizziamo i singoli aspetti risolti in Java:

        • tutti i problemi derivati dalla gestione diretta della memoria tramite l’uso di puntatori. In Java la gestione automatica della memoria (garbage collection) ha eliminato questo di problema.
        • le difficolt? dell’eredit? multipla del C++ in Java ha avuto risoluzione tramite un meccanismo pi? debole ma pi? affidabile.

        Nei primi anni del 1990, la commercializzazione dei dispositivi elettronici, per cosi dire, ?intelligenti?, non si era ancora sviluppato ampiamente e tutto il progetto Java stava rischiando di andare in fallimento. Intanto, il World Wide Web ed Internet stava crescendo a dismisura e tutti gli ingegneri del progetto Java. Infatti, tutti progettisti del team Java furono consapevoli ben presto che la neonata tecnologia del browser poteva essere potenziata in maniera ulteriore, grazie alle caratteristiche del linguaggio Java. Questo era possibile perch? il linguaggio Java era indipendente dall?architettura hardware in uso, era real-time ed era affidabile e sicuro.

        Alla conferenza SunWorld del 1995, viene presentato al pubblico il browser HotJava che era scritto completamente in linguaggio di programmazione Java. Ed era anche capace di eseguire codice Java contenuto nelle pagine web (quello che oggi chiamiamo comunemente applet). Nel 1996, Sun rilascia la sua prima versione di Java. Il linguaggio Java suscit? dell?interesse ma tale interesse non era ancora adeguato per sviluppare applicazioni di un certo calibro.

        Oggi, Java ? un linguaggio adulto ed ? implementato per creare applicazioni su grande scala, come per esempio,potenziare le funzioni di un Web Server oppure fornire applicazioni per dispositivi elettronici di largo consumo come gli Smartphone o Iphone. Per maggiori informazioni o per scaricare l’ultima versione di Java per il vostro dispositivo o sistema operativo cliccate su aggiornamento all’ultima versione di Java.

        Perch? Java non funziona con Chrome e Mozilla Firefox

        Iil linguaggio di programmazione java necessita della tecnologia NPAP per far funzionare alcuni plugin.
        I browser Chrome e Firefox non supportano pi? la tecnologia NPAPI necessaria per far funzionare alcuni plugin.

        Il browser Chrome e Mozilla Firefox non supporta pi? la tecnologia NPAPI. Questa tecnologia ? necessaria per far funzionare le applet Java. La tecnologia NPAPI (o Netscape Plugin Application Programming Interface) ? un architettura multipiattaforma. Questa tecnologia per l?uso di plugin ? stata utilizzata da molti browser come Chrome e Mozilla Firefox per oltre dieci anni. Con la versione 45 di Chrome e Mozila Firefox dalla versione 52 ? stato interrotto il supporto di NPAPI. Conseguentemente i plugin come Silverlight, Java, Facebook Video ed altri plugin basati sulla tecnologia NPAPI non ? stato pi? possibile usarli.

        Tutte le applicazioni Java sono erogate grazie ai briose web come un applicazione Web Start. Le applicazioni Web Start non hanno nessuna interazione con il browser web ogni volta che sono caricate. Questa modifica non agisce su nessuna applicazione Web Start. Questa modifica riguarda solo le applet.Se si riscontrano problemi di accesso alle applicazioni Java usando il browser Chrome e Mozilla Firefox, Oracle consiglia di usare Internet Explorer per Windows o Safari per Mac OS X.Per chi usa Mozilla Firefox e non si sente pronto a questa transizione pu? usare senza problemi Firefox 52 ESR (Extended Support Release articolo in inglese.) fino all?inizio del 2018.

        Per le architetture Windows a 64 bit la versione di Firefox 52 ESR sono supportati soltanto i plugin Adobe Flash e Microsoft Silverlight. Per gli altri utenti che necessitano di avere un supporto anche per java ol tri plugin ? consigliabile scaricare la versione a 32 bit di Windows.Di default la versione Firefox 52 ESR partir? con i medesimi dati del profilo che sono stati utilizzati dalle precedenti versioni di Firefox.

        Anche se si installa la versione di Firefox 52 ESR si possono avere degli errore. Questo avviene se si ? utilizzata la versione 55 o versioni precedenti si possono avere dei messaggi di errore. Possono avvenire delle errate visualizzazioni di alcune parti dell?interfaccia e incapacit? di navigare in qualche sito web.Ci sono due soluzione per evitare questi problemi. Creare un nuovo profilo da usare solamente con Firefox 52 ESR o eseguire un ripristino di Firefox dopo l?installazione di Firefox 52 ESR.


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          Come usare SQL: una guida per programmare i database

          Come usare SQL: una guida per programmare i database

          come usare sql
          guida gratuita sql

          SQL si pronuncia SEQUEL ed e? l?acronimo di Structured Query Language.SQL appartiene alla famiglia dei linguaggi di gestione dei database. E? il linguaggio piu? importante nella programmazione dei database. Questo linguaggio consente di:

          • creare e modificare schemi di database;
          • Inserire, modificare e gestire i dati memorizzati;
          • Interrogare i dati memorizzati;
          • creare e gestire strumenti di controllo;
          • accesso a tutti i dati sopra citati;

          Di seguito trovi una guida base per programmare con il linguaggio SQL.Questa guida e’ un semplice corso SQL con molti esempi.

          Si capisce che SQL non ? solamente un query language (linguaggio di ricerca) , ma ha anche funzioni di gestione e controllo di database tipiche di altri linguaggi di programmazione.
          Infatti, SQL possiede tutte le caratteristiche di in linguaggio di programmazione.

          Prima di giungere a questo linguaggio e? stato necessario individuare un modello matematico che mettesse in relazione tutte le componenti di un database.
          Il database e? un archivio di dati strutturati che consente in modo pratico di gestire i dati al suo interno. Tutto ci? consente l?aggiornamento delle informazioni (inserire nuovi dati, cancellare dati oppure cercare dati). Questo modello e? stato sviluppato
          ? stato sviluppato negli anni 70 dall?informatico Edgar F. Cood e si chiama RDBMS (Relational Database Management System)

          Edgar F Codd
          Edgar F Codd

          Questo tipo di sistema viene gestito attraverso varie applicazioni. Ti fornisco i link alle applicazioni gratuite che ti consentiranno di creare e programmare un database:

          Hanno tutti un’interfaccia simile. Tutti gli strumenti che ti ho indicati rappresentano database relazionali
          I requisiti minimi per il sistema RBDMS sono:

          • deve presentare i dati all’utente sotto forma di relazioni (una presentazione a tabelle pu? soddisfare questa propriet?)
          • deve fornire operatori relazionali per manipolare i dati in forma tabellare.
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          Esercizi linguaggio C lezione 2

          Esercizi linguaggio C lezione 2: le componenti di base

          un tutorial per i programmi in c
          Questo tutorial ti consentir? di creare variabili e costanti efficienti in C.
          programmatore principiante

          Benvenuto in esercizi linguaggio C lezione 2. Se hai compreso la scorsa esercizi linguaggio C lezione 1 non avrai nessun problema a proseguire. In questa lezione scenderemo ancora pi? nel dettaglio sui componenti base di ogni programma in linguaggio C. Prima di visionare il programma di esempio ? opportuno che tu faccia conoscenza con il fulcro della programmazione in C. Sto parlando del concetto di funzione in C. Per ogni problema usa il modulo informazioni in fondo alla pagina.
          [info animation_delay=”0″ animate=”” ]Una funzione ? una porzione di codice indipendente di linguaggio C che esegue un determinato compito.[/info]
          Analizziamo la composizione di una funzione:

          • Alla funzione gli viene dato un nome simbolico.
          • Riferendosi a tale nome il programma esegue il codice contenuto nel blocco istruzioni.
          • Il programma pu? dare delle informazioni alla funzione, tramite argomenti.
          • La funzione pu? restituire un valore o informazioni al programma chiamante.

          Il linguaggio C suppporta due tipi di funzioni:

          • Le funzioni di libreria che sono incluse all’interno del compilatore C.
          • Le funzioni utente che sono create dai programmatori.

          Prima di proseguire la lettura del tutorial ti consiglio di vedere prima il video. L’argomento del video sono i tipi di dato in C e la creazione di variabili e costanti. Inoltre, si incontrano di nuovo le funzioni di libreria printf() e scanf() presenti nella libreria stdio.h (standard input and output).
          Adesso che hai visto quali sono i tipi di dato e come si creano variabili e costanti passiamo ad analizzare il seguente programma riga per riga.

          esercizi linguaggio c lezione 2
          Programma che esegue il prodotto di due numeri interi.

          Questo ? un programma semplice. Ma ? un programma pi? articolato dei precedenti. Questa volta il flusso del programma ? diretto dalla funzione.
          Spieghiamo il programma:

          • Alla riga 1 si trova un commento (figura a). Per creare un commento usare questa dicitura togliendo i puntini di sospensione per il contenuti da inserire /* ………………. */ . Il compilatore gli ignora e non hanno nessun effetto sull’esecuzione del programma. Si pu? scrivere qualsiasi cosa all’interno del commento senza modificare l’operativit? del programma. Un commento pu? essere presente in una sola riga o estendersi in pi? righe. E’ buona prassi non usare commenti annidati (Figura b). I commenti annidati sono commenti inseriti all’interno di altri commenti. La maggioranza dei compilatori non ammette questo tipo di commento. Ma in commercio ci sono dei compilatori che usano questo costrutto. Di fatto un dei pregi pi? importanti del linguaggio C ? la sua portabilit?. L’uso dei commenti annidati pu? ridurre la sua portabilit?. Per di pi?, un annidamento pu? rendere difficile individuare problemi di correzione del programma.

          Tanti programmatori principianti credono che i commenti siano solo una perdita di tempo. Ma questo non ? vero. Se si lavora con programmi scritti in moduli oppure si deve aggiornare un programma di molti anni i commenti diventano impagabili.

          per eseguire i programmi in c i commenti sono vitali
          (Figura a) I commnenti sono molto importanti in programmazione. Permettono di capire il funzioamento di ogni singola porzione di codice. Questo semplifica la vita del programmatore durante la fase di manutenzione.
          nei programmi in c evitare i commenti annidati.
          (Figura b) Meglio evitare i commenti annidati
          • Alla riga 2 si trova il file d’inclusione della libreria stdio.h. e’ la libreria che permette di scrivere e stampare a video.

          La direttiva #include ordina al compilatore C d’inserire il contenuti di un file d’inclusione nel programma durante la fase di compilazione.

          [info animation_delay=”0″ animate=”” ]Un file d’inclusione ? un file che comprende le informazioni richieste dal programma o dal compilatore.[/info]
          Ci sono molti tipi di questi file, chiamati anche file d’intestazione che sono supportati dal compilatore. Non si rende necessario modificare i sorgenti di questi file. Per questo motivo sono separati rispetto al file sorgente. I file d’inclusione dovrebbero avere l’estensione in .h come per esempio stdio.h o stdlib.h. Nel file d’inclusione stdio.h (standard input e output)(usato negli esempi di oggi)? il file in cui si trovano tutte le funzioni di formattazione del C come:

            • printf(): stampa a video numeri e caratteri
            • puts(): stampa a video solo lettere
            • scanf(): inserire numeri

          il file d’inclusione stdlib.h dichiara funzioni e costanti di utilit? generali come:

            • controllo dei processi
            • altre funzioni generali che comprendono altri tipi di dato

          Questo file d’inclusione ? compatibile con il C++. In C++ si chiama cstdlib

          • Nella riga 4 si dichiarano senza inizializzarle tre variabili di tipo int: a, b, c.

          [info animation_delay=”0″ animate=”” ]Una variabile ? un nome simbolico che si assegna ad una locazione di memoria per la memorizzazione dei dati.[/info]
          I programmi utilizzano le variabili per diversi tipi di dati durante l’esecuzione del programma. Nel linguaggio di programmazione C le variabili devono essere definite prima di poter essere usate.

          Quando si definisce un variabile si indica al compilatore il:

            • nome della variabile
            • il tipo di dato che essa contine

          Per comprendere ancora meglio il funzionamento di una variabile si pu? usare questa definizione:
          [info animation_delay=”0″ animate=”” ]Una variabile ? un’etichetta associata ad una locazione di memoria. Utilizzare il nome della variabile significa riferirsi ai dati archiviati in quella locazione di memoria.[/info]
          Per creare delle variabili in C ? necessario rispettare delle convezioni che assegnano il nome alla variabile:

            • i nomi possono avere lettere, numeri ed il trattino di sottolineatura (_).
            • Il primo carattere di un nome deve essere una lettera. Si pu? usare anche il trattino di sottolineatura ma ? una scelta non consigliata.
            • Le lettere maiuscole e minuscole sono trattate come entit? differenti. Tecnicamente si dice che sono case sensitive. Per esempio i nomi gatto e Gatto si riferiscono a due variabili diverse.
            • le parole chiave del linguaggio C non si possono mai usare come nome di una variabile. Le parole chiave del C sono istruzioni che fanno parte del linguaggio di programmazione Per ulteriori informazioni vedi il video.

          Di solito i programmatori in C scrivono i nomi delle variabili in lettere minuscole anche se ci? non ? richiesto espressamente dal linguaggio di programmazione. Mentre le lettere maiuscole sono riservate alle costanti.

          Quanto pu? essere lunga una variabile o costante ?
          Per la grande maggioranza dei compilatori il nome di una variabile (o costante) ha una lunghezza di 31 caratteri. Questa lunghezza consente di scrivere nomi di variabili (o costanti) che riassumono il tipo di dato che contengono.

          [separator color=”#cdcdcd” margin_top=”40″ margin_bottom=”40″ style=”single”]

          • Nella riga 6 si definisce il prototipo della funzione. Il prototipo della funzione termina sempre con il punto e virgola.
            La funzione restituisce un valore di tipo int. La funzione riceve due argomenti di tipo int di nome x e y. Gli argomenti nel prototipo sono dei parametri ovvero del segna posto. I nomi degli argomenti sono arbitrari.
          • Dalla riga 8 alla 23 si dichiara la funzione main() con il suo blocco istruzioni. La funzione main() deve essere sempre presente in ogni linguaggio C

          Questo ? il modo standard con cui ? scritta un funzione. Un insieme di istruzioni tra parentesi graffe definisce un blocco istruzioni (vedi figura c). In condizioni normali, l’esecuzione del programma inizia con la prima istruzione presente nel blocco istruzioni della funzione (main). E termina dopo l’ultima istruzione.

          migliora il blocco istruzioni con esercizi linguaggio c
          (Figura c). Il blocco istruzioni ? formato da due parantesi graffi che racchiudono delle istruzioni C

          Anche in C++ si usa il blocco istruzioni. Ha la stessa funzione del linguaggio C. Contiene le istruzioni che saranno eseguite dal programma.

          • Alla riga 10 si dichara un commento. I commenti non hanno nessuna influenza con il funzionamento del programma

          .

          • Alla riga 11 l’istruzione printf() stampa un messaggio su schermo. Chiede all’utente d’inserire un numero compreso tra 1 e 100.
          • Alla riga 12 si usa l’istruzione scanf() per inserire un valore numerico tra 1 e 100. L’istruzione scanf() ? usata con l’operatore di indirizzo del C, la e commerciale &. Questo operatore si riferisce all’indirizzo in cui ? memorizzato il dato della variabile a. Vedremo la sua importanza quando studieremo i puntatori
          • Dalla riga 13 fino alla 15 sono le solite istruzioni con l’unica differenza che ci i occupa della variabile b.
          • alla riga 17 un altro commento che spiega l’azione del programma
          • Alla riga 18 si assegna alla variabile c il risultato della funzione product. A cui sono stati passati i valori a e b
          • Alla riga 21 si trova l’istruzione return impostata a 0. Questa istruzione restituisce il valore 0 (appena prima che il programma si chiuda) al sistema operativo. Significa che il programma si ? chiuso correttamente senza errori.
          • Alla riga 24 un altro commento.
          • Alla riga 25 la funzione vera e propria. E’ scritta come il prototipo ma non richiede il punto e virgola finale
          • Dalla riga 26 a 28 il blocco istruzioni della funzione product

          Fonti

          • Programmare in C ? Guida completa C ? Peter Aitken e Bradley L. Jones edito da Apogeo
          • Linguaggio C ? Bellini e Guidi edito da Mc Graw Hill


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            Descrizione del prodotto: Per la grande maggioranza dei compilatori un nome di variabile (o costante) ha una lunghezza di 31 caratteri. Questa lunghezza consente di scrivere nomi di variabili (o costanti) che riflettono il tipo di dato che contengono.Per esempio, un programma che calcola le rate di un finanziamento pu? memorizzare il tasso d?interesse con questo nome di variabile, tasso_interesse. E? sempre bene scegliere un nome che descriva l?azione che compie. Questo vale anche per la costante. La variabile tasso_interessa si sarebbe potuta chiamare anchegatto_minestra. Per il compilatore non avrebbe nessuna differenza. Nell?ultimo caso, il compito della variabile non sarebbe stato chiaro per chi avesse letto il codice sorgente.Trovare il nome adatto per una variabile o costante, pu? richiedere anche del tempo. Ma un nome descrittivo aumenter? la leggibilit? del programma. E questo ? molto importante.I programmatori in C usano diverse convenzioni per definire nomi di variabili (o costanti) su pi? parole. In precedenza abbiamo usato questo esempio: tasso_interesse. L?uso del trattino di sottolineatura al posto dello spazio rende i nomi pi? leggibiliMa esiste un?altra notazione, detta notazione a cammello. Invece, di usare tasso_interesse si chiamerebbe TassoInteresse. Recensione dei clienti:

            Esercizi linguaggio C lezione 2 – di Andrea Barbieri – BTF Traduzioni SEO Sviluppo Web,September 28, 2017

            5/ 5stars

             

            Esercizi linguaggio C, lezione 1

            Esercizi linguaggio C, un programma d’esempio

            programmatore principiante

            Esercizi in linguaggio C lezione 1 prende in considerazione le basi di questo linguaggio di programmazione. Ho creato un report che ? un approfondimento della lezione 1. Lo puoi scaricare gratuitamente cliccando su linguaggio C lezione 1. Analizziamo subito la struttura di un programma per capire come si scrive in linguaggio C. Una curiosit?, il primo programma che ? stato scritto in C si chiamava Hello World. Passiamo al programma d?esempio.

            esercizi linguaggio c
            • Nella riga 2 si trova un commento. I commenti non vengono presi in considerazione durante la compilazione. Servono per indicare il nome e cosa fa il programma. Sono molto utili nella stesura di grandi programmi scritti in modo modulare.
            • Nella riga 4 si trova la direttiva d?inclusione. Questa direttiva rappresenta i file d?inclusione di una libreria. In questo caso ? presa in esame la libreria standard input ed ouput. Si trovano funzioni come printf() e puts() per la stampa di caratteri e stringhe e scanf() per l?immissione di dati e numeri.
            • Nella riga 6 si trova la funzione main(). E? una funziona propria del C. Deve essere presente in ogni programma. Se non ? presente il compilatore genera un errore.
            • Dalla riga 7 alla 13 si trova un blocco istruzioni: le parentesi graffe rappresentano un blocco istruzioni. Nel blocco istruzioni si inseriscono le istruzioni in C.
            • Nella riga 8 c?? un istruzione che stampa su video la stringa letterale ?Ciao a tutti?. Inoltre, si trova anche la funzione di escape \n. Questa funzione di escape ordina al computer di andare a capo dopo aver scritto la stringa letterale.
            • Nella riga 12 ? presente un istruzione che restituisce un valore al programma chiamante. In questo caso, ? restituito come valore lo zero. Significa che il programma ? stato eseguito senza errori.
            • Sempre nella riga 10 si trova il punto ? virgola. Il punto e virgola deve essere sempre presente in un programma in linguaggio C, tranne che nei costrutti condizionali come if, for, while e do while.

            In questo video trovi le parti fondamentali di ogni programma in C. In questo caso ? stato usato il compilatore gcc in una distribuzione. Ti far? vedere come si compila un programma da terminale usando gcc in Ubuntu.

            Esercizi linguaggio C, editor di testo per linguaggio C

            Per poter scrivere qualsiasi tipo di programma in un qualsiasi linguaggio ? necessario scaricare il compilatore c. E saper usare un editor di testo come:

            • Notepad in Windows
            • Gedit in Linux
            • Xcode in Mac

            . Questo semplifica la scrittura del programma e aiuta a trovare gli errori dello stesso.Ti consiglio un software disponibile sia per Linux che per Windows. Si chiama Code Blocks. Code Blocks presenta una buona interfaccia grafica per scrivere programmi in C e non solo. Ma in questo momento ci interessa solo la programmazione in C. Per installare il programma dovete recarvi all?home page del software Code Bloks Cliccare su downlods e poi su donwload binary release. Nella pagine successiva trovate il pacchetto software per diversi sistemi operativi Windows, le distribuzioni Linux e MacOsx. Se il tuo sistema operativo ? Windows devi cliccare su codeblocks-n.n.mingw-setup.exe. Se ti trovi in Debian oppure in una sua derivata come Ubuntu, Linux Mint, Backtrack ? sufficiente andare sul software center e digitare su cerca CodeBlocks. Se usi il terminale puoi usare questo comando d?installazione: sudo apt-get install codeblocks per Debian e derivate.

            Ricorda che quando andrai a salvare il tuo programma C dovrai dargli un nome ed un estensione. Per i programmi C l?estensione ? .c. Mentre per i programmi in C++ l?estensione ? .ccp. Quando si salva il file sorgente ? bene dargli un nome che descriva la funzione del programma.Esempio: cane. c estensione c, cane.ccp estensione c++

            Puoi scegliere anche altri compilatori da scaricare online come:

            • gcc per c/c++ disponibilie per Linux e Windows
            • bcc32 compilatore della Borland da usare da terminale
            • lcc-win32: compilatore gratuito con ambiente integrato

            Ti consiglio sempre di leggere il manuale del compilatore da te scelto per verificare se ha incluso un editor di testo. Attenzione, prima di scarica il pacchetto software controlla se il tuo pc ? a 32 bit o 64 bit[/info]Come si pu? fare a scoprirlo ? Apri il terminale e digita uno di questi due comandi:

            • uname ?r
            • uname ?m

            Entrambi dicono che tipo di sistema hai ma il primo comando oltre a dire che sistema hai dice anche il tipo di kernel della tua distribuzione Linux in uso.

            uname -r
            Il comando riporta sul terminale la versione del Kernel Linux in uso, in questo caso, la 3.16.0-4.amd64. La dicitura amd64 rappresenta un sistema operativo a 64 bit.
            uname m
            Il comando riporta sul terminale solo la versione del Kernel, in questo caso X86_64.

            Come prepararsi alla programmazione in C

            Lo scopo della programmazione ? di risolvere un determinato problema. Quando si tenta di risolvere un problema ? necessario seguire un metodo detto ciclo di sviluppo di un programma:

            1. Il primo passo da fare ? conoscere il problema sotto ogni aspetto
            2. individuare una strategia che risolve il problema
            3. individuato la strategia metterla in pratica
            4. verificare se i risultati ottenuti risolvono il problema.

            Quello che hai appena letto ? un algoritmo. Il passo numero 1 ? il pi? semplice. Abbiamo un problema e cerchiamo la soluzione. Facciamo un esempio per capire meglio. Sei un commercialista ed hai bisogno di uno strumento che ti aiuti nella contabilit?. Che cosa pu? essere questo strumento ?Forse hai gi? capito. Un foglio di calcolo come Excel per esempio. Il passo numero 2 consiste nella strategia da adottare per scrivere il programma. Prima di scrivere un programma rispondi a queste domande:? necessario un programma per risolvere il problema ?Quali informazioni si devono considerare ?Quali formule si devono usare ?Nel presente passaggio si individuano le informazioni necessarie e come usarle per giungere alla soluzione del problema.Facciamo un esempio pratico. Si deve scrivere un programma che calcola l?area del cerchio. Il primo passo da fare ? individuare l?obbiettivo, in questo caso, l?area del cerchio. Il secondo passaggio ? individuare gli elementi indispensabili per calcolare tale area. Sulla base dei precedenti ragionamenti si pu? applicare la formula per il calcolo dell?area A=?r^2 per dare risoluzione al problema. Adesso si pu? scrivere il programma

            Il ciclo di sviluppo di un programma in C

            Il ciclo di sviluppo di un programma ? composto da diverse parti:

            1. Si usa un editor di testo per creare un file su disco che contiene il codice sorgente
            2. si compila il codice sorgente per creare un codice oggetto
            3. si usa un programma detto linker per creare un file eseguibile a partire dal file oggetto
            4. Far funzionare il programma e verificare il suo funzionamento.

            Come creare codice sorgente in C

            Il codice sorgente ? una ,serie di istruzioni o comandi usati per istruire il computer in modo che esegua un determinato compito. Il primo passaggio del ciclo di sviluppo ? composto nello scrivere del codice sorgente usando un editor di testo. In ambiente Windows puoi usare Blocco note o Note Pad. In ambente Linux ti consiglio di usare Gedit. E? possibile usare Gedit in ambiente Windows.Adesso ti propongo un istruzione del C:printf(?Ciao Mamma?);Questa istruzione chiede al computer di stampare una stringa di testo, in questo caso Ciao Mamma. Il comando che permette di fare questo ? la funzione di libreria printf().Ricordati che ogni istruzione C alla fine si chiude con il punto e virgola. Questo non accade nelle istruzioni condizionali come if, for, while e do while. Ma vedremo meglio tutto ci? nel proseguo di articoli successivi.

            Come compilare il codice sorgente

            Il computer non ? capace di capire quello che il programmatore ha scritto nel codice sorgente. Ma necessita di un ulteriore passaggio. Il computer ha bisogno di istruzioni binarie o digitali scritte in linguaggio macchina o linguaggio assembly. Infatti, prima che un programma possa girare su un computer deve essere tradotto dal formato sorgente al linguaggio assembly. Questo procedimento, che ? il secondo passaggio del ciclo di sviluppo di un programma, ? effettuato dal un programma detto compilatore che svolge il procedimento di compilazione di un programma in C.

            Creazione del file eseguibile attraverso il linking per il linguaggio C

            Prima di far girare un programma in linguaggio C ? fondamentale un ultimo passaggio. Il linguaggio possiede varie librerie che contengono il codice oggetto di tutte le funzioni del linguaggio. Questo codice oggetto ? gi? precompilato. Di fatto, rappresentano le funzioni predefinite di questo linguaggio. Le funzioni predefinite C hanno un codice gi? pronto da passare direttamente al compilatore per creare il codice eseguibile. Queste funzioni svolgono molte funzioni, fra cui per esempio la stampa di caratteri a video come printf(). Oppure l?inserimenti di caratteri grazie all?uso della funzione scanf(). Le funzioni di libreria che ho sopra descritto le incontrerete in ogni programma perch? saranno indispensabili. Il file oggetto creato a partire dal codice sorgente sar? combinato con le funzioni di libreria del C. In questo modo ? possibili generare un programma eseguibile. Questo procedimento ? chiamato linking. Il procedimento di linker ? condotto a termine da un programma che si chiama linker.

            Completamento del ciclo di sviluppo del linguaggio C

            Terminata la compilazione e linkato il software si esegue digitando il nome nel prompt di sistema. Se dal suo funzionamento si ottengono dei risultati diversi da quelli voluti ? necessario tornare al primo passaggio. Si deve fare un processo di debugging e correggere il codice sorgente.Quando si esegue una modifica al codice sorgente si deve rieseguire la compilazione e linkare nuovamente per generare la nuova versione. Si ripete questo passaggio fino a quando il programma non risponde alle specifiche richieste. Ho parlato del processo di compilazione e linking come se fossero due processi separati. Di fatto, la maggior parte dei compilatori esegue questi due processi in un solo procedimento. Ma si deve fare un distinzione. Il processo di compilazione e di linking sono due procedimenti distinti.

            Storia e caratteristiche del linguaggio C

            Il linguaggio C ? stato sviluppato nel 1972 da Dennis Ritchie e Ken Thompson presso i laboratori della Bell Telephone. Questo linguaggio fu progettato per consentire lo sviluppo del sistema operativo UNIX, un sistema ancora attivo in molti computer. Una curiosit? il nome C ? derivato da un precedente linguaggio, chiamato appunto B. Il linguaggio fu realizzato da Ken Thompson sempre per la Bell Telehpone. E? facile intuire perch? si chiamava linguaggio B; b era la prima lettera della Bell. Il linguaggio C ? stato pensato per essere il pi? pratico possibile. Fin dalle prime sperimentazioni questo linguaggio dimostrava di essere potente e flessibile. Questo ebbe una diffusione rapida anche esternamente ai laboratori della Bell Telephone.

            Infatti, molti programmatori iniziarono ad usarlo per i loro progetti.La diffusione di questo linguaggio di programmazione port? anche una conseguenza negativa. Prima di andare avanti diamo la sua definizione per comprendere meglio il ruolo che il linguaggio ha in uno processo di programmazione applicata. Il linguaggio di programmazione ? un linguaggio formale costituito da una sintassi ben definita. E? usato per scrivere dei programmi che implementano degli algoritmi.[/quote]Molte aziende iniziarono ad usare delle versioni proprietarie di questo linguaggio e si svilupparono sottili differenze di implementazione che ancora oggi causano problemi ai programmatori.

            Per arginare questo problema l?istituto statunitense degli standard ANSI (American National Standard Institute) mise in piedi, nel 1983, un comitato per definire in maniera univoca uno standard da seguire che da quel momento ? stato chiamato ANSI C.Se sei interessato a studiare linguaggio di programmazione Java per lo sviluppo delle tue applicazioni web, studiare il C ti aiuter? a comprendere meglio il linguaggio orientato ad oggetti Java. In questo video tutorial sono state spiegate le parti fondamentali del linguaggio che ti consiglio di vedere prima di proseguire la lettura dell?articolo.

            Con che linguaggio iniziare a programmare ? Il C ? il primo linguaggio da prendere in considerazione. Di fatto, programmare in C permette di costruire il primo pilastro per diventare un programmatore esperto in altri linguaggi. Le strutture di questo linguaggio sono fondamentali per comprendere come imparare a programmare in altri linguaggi di orientati agli oggetti, come il linguaggio C++ e il Java, per esempio. Nell’articolo troverai alcuni i comandi Linux da terminale che si usano nella distribuzione Debian, Ubuntu e loro derivate. Nelle distribuzioni Linux il terminale ha una funzione molto importante. Con il terminale si pu? aggiornare la distribuzione Linux

            • aggiornare la distribuzione Linux,
            • verificare che tutti i driver sono installati,
            • eseguire l?avanzamento della distribuzione alla successiva,
            • controllare il corretto funzionamento del motore grafico Xorg molto altro. ?

            Ma stai tranquillo che si pu? anche programmare in C su Windows.Attualmente la maggior parte dei compilatori C moderni si uniforma a questo linguaggio, tranne poche eccezioni.Attualmente ci sono molti tipi di linguaggi di programmazione che possono essere scelti per implementare i nostri progetti, per esempio, oltre a questo linguaggio, abbiamo anche il Perl, il BASIC o Java. Sono tutti linguaggi di programmazione utili alla maggior parte dei problemi che possono essere risolti in via automatica, cio? utilizzando algoritmi.

            Ma ci sono molte motivazioni per cui molti programmatori professionisti ritengono che questo linguaggio si il migliore per questi motivi:?

            • il linguaggio ? potente e flessibile.
            • le potenzialit? di questo linguaggio sono limitate solamente dall?immaginazione del programmatore.
            • il linguaggio non pone nessuna barriera alla creazione di nuovi costrutti.

            Vediamo pi? da vicino l’utilizzo del linguaggio C:

            • implementazione di sistemi operativi
            • elaboratori di testo
            • programmi di grafica
            • fogli elettronici
            • compilatori per altri linguaggi di programmazione.

            Analizziamo altre caratteristiche di questo linguaggio di programmazione:

            • Il C ha una popolarit? molto ampia nell?ambiente della programmazione professionale. Infatti, ? possibile trovare molti tipi di compilatori e di strumenti per lo sviluppo ed il debug dei programmi.
            • ?Il C ? portabile. Infatti, ? possibile trovare molti tipi di compilatori e di strumenti per lo sviluppo ed il debug dei programmi. E? una caratteristica molto importante di questo linguaggio perch? un programma scritto con questo linguaggio, progettato in maniera specifica per una piattaforma hardware pu? essere compilato ed eseguito anche su piattaforme diverse con modifiche minime. Per di pi?, un programma scritto per il sistema operativo Windows pu? essere eseguito in un macchina con sistema operativo Linux, con nessuna modifica o modifiche minime. La portabilit? ? stata ulteriormente migliorata grazie anche al rilascio dello standard ANSI. L?ANSI ha determinato in maniera univoca un insieme di parametri a cui tutti i compilatori C devono conformarsi.
            • Il C ha poche istruzioni chiamate parole chiave. Tutte le funzionalit? del linguaggio si fondano sull?uso delle parole chiave. Si potrebbe pensare che un linguaggio fornito da molte istruzioni sia pi? potente di un altro linguaggio che ne possegga molte di meno. Ma questo non ? vero. Pi? si avr? confidenza con il C ? pi? si diventa consapevoli che come pu? essere usato per ogni tipo di problema.
            • ?Il C ? modulare. Il codice di ogni programma pu? (e dovrebbe essere) scritto per procedure. Queste procedure sono chiamate tecnicamente funzioni. Le funzioni possono essere eseguite anche all?interno di altri programmi. Infatti, ? possibile progettare delle funzioni che svolgono un determinato compito ed usare quel blocco di codice in altri programmi che necessitano di risolvere lo stesso compito. Di fatto, passando dei blocchi di informazione (detti parametri) alle funzioni ? possibile sviluppare codice riutilizzabile

            Da questo elenco di motivazioni si comprende bene come il linguaggio C sia la scelta migliore per apprendere un nuovo linguaggio. Ma c?? anche un altro motivo perch? conviene studiare questo linguaggio. Molti linguaggi come per esempio il C++ rappresentano un estensione del C. Alcuni si potrebbero chiedere perch? studiare il C quando si pu? passare direttamente al C++ ?Certo ? possibile passare direttamente dal C al C++.

            E? bene ricordare che il C++ essendo un estensione del C contiene tutte le istruzioni del C e presenta altre istruzioni usate per la programmazione ad oggetti. Tutti coloro che hanno intenzione di apprendere il C++ utilizzeranno tutti i costrutti presenti nel C.Studiare questo linguaggio significa apprendere uno dei linguaggi di programmazione pi? usati e potenti.

            E? un linguaggio propedeutico alla programmazione orientata agli oggetti. Un altro linguaggio di programmazione che come il C++ si basa sul C ? il linguaggio Java anch?esso sviluppato per la programmazione a oggetti molto importante. Il Java ? utilizzato molto nelle applicazioni che girano sui dispositivi mobili come Iphone, Smartphone e Tablet.Scegliere di studiare il C vi consente di creare delle buone fondamenta per la vostra carriera di programmatore professionista vi permette di approfondire altri linguaggi di programmazione mentre li state studiando.

            Fonti

            • Programmare in C – Guida completa C – Peter Aitken e Bradley L. Jones edito da Apogeo
            • Linguaggio C – Bellini e Guidi edito da Mc Graw Hill


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