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Brand Awareness

La Brand Awareness indica quanto ? conosciuto un brand. E? una fattore molto importante per fare business online. E deve essere misurata per verificare quanto il pubblico di potenziali clienti conosce quel marchio. Purtroppo, molto spesso ? sottovalutato dagli addetti ai lavori. Ed ? un grande spaglio di valutazione che un?azienda o un libero professionista possono fare.
Lo scopo principale della Brand Awareness ? di aiutare i consumatori a far percepire i prodotti o servizi offerti come una risoluzione definitiva ai loro problemi. Diventare la prima scelta nel pensiero del potenziale cliente ? il pilastro che conduce al successo online.
Ma come misurare un buona performance online ? Ci viene in auto David Aeker con la sua piramide di Aeker. Con questa piramide ha sviluppato una classificazione in gradi di individuare il punto in cui si trova un business. Per far comprendere il punto dello stato attuale del business quanto manca per raggiungere la cima della piramide. E quindi, essere considerato, dagli utenti. La piramide ? uno scala di valori che comprende tutte le fasi del comportamento del potenziale cliente.

Calendario editoriale

Calendario editoriale

calendario editoriale

Il calendario editoriale ? uno strumento adoperato dai blogger, i Web Reiter, giornalisti e anche i social media manager per organizzare le pubblicazioni preparate all’interno del piano editoriale. Ma dove viene adoperato il calendario editoriale?
Questo strumento ? usato dalle aziende per il blogger aziendale, le pagine aziendali Facebook, Instagram ed altri social media. Esso viene usato anche per la pianificazione delle pubblicazioni dei quotidiani Web. Ma perch? ? vantaggioso usare il calendario editoriale?
Il calendario editoriale ? uno strumento fondamentale per sviluppare una strategia di conte marketing. Si comprende l’utilit? di questo strumento analizzando singolarmente le sue caratteristiche:

  • pubblicare costantemente: la prima regione la prima ragione per cui uno scrittore del Web dovrebbe adoperare un calendario editoriale ? di avere una visione d’insieme di quello che si deve pubblicare. Infatti la prima domanda che viene in mente ?: ma quanti di articoli si devono pubblicare durante la settimana? A seconda della risposta si pu? capire fin da subito come ci si deve muovere dal punto di vista organizzativo.
  • La possibilit? di avere dei contenuti duplicati on-line: lo scopo della creazione di contenuti ? quello di offrire agli utenti dei contenuti che risolvono un loro problema. Questa strategia sarebbe totalmente inefficace se questi contenuti sono duplicati on-line. Quindi all’interno del calendario editoriale sono inserite le date i titoli da seguire. Infatti esso, consente al professionista di tenere traccia tutto ci? ha fatto. Per far s?, di evitare ogni tipo di ripetizione. Naturalmente questo passaggio ? essenziale per ogni tipo di strategia il conte marketing, sia per la gestione delle pagine aziendali Facebook oppure per il Corporate blog aziendale.
  • Predisporre in modo organizzato il lavoro che viene effettuato sul sito Web aziendale e i social media: questo permette di tenere traccia di quello che succede nel Web come per esempio gli argomenti di tendenza oppure gli argomenti pi? ricercati dagli utenti. In modo da creare una digital strategy di che si avvicini il pi? possibile all’esigenza degli utenti.

Molto spesso si confonde calendario editoriale con il piano editoriale. Essi hanno due funzioni completamente diverse in una strategia di content marketing. piano editoriale a la funzione di prendere cosa pubblica e perch?. Infatti, prende in considerazione questi argomenti:

    • Obiettivi,
    • target,
    • contesto,
    • competitor.

    Solo dopo aver analizzato e studiato le precedenti caratteristiche, si pu? arrivare a stilare un calendario editoriale per l’azienda. Da sottolineare, che il piano editoriale si sviluppa in modo parallelo al calendario editoriale.

    piano editoriale consulenza






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    Corporate Identity

    Corporate Identity, gli elementi distintivi di un’azienda

    Definizione di Corporate Identity

    La Corporate Identity è la fusione palette di colori, design, parole ed altri elementi. Che le aziende impiegano per sviluppare una loro dichiarazione visiva. In modo, da comunicare meglio ai potenziali clienti la loro filosofia aziendale.
    Essa rappresenta un simbologia che permane nel tempo di come l’azienda si riconosce nel panorama economico in cui opera. E come gli utenti la riconoscono rispetto ad altre aziende dello stesso settore. Tutto ciò consente anche agli utenti di ricordarla meglio.
    In modo diverso, la corporate image (immagine aziendale) rappresenta un’impressione mentale in evoluzione che risiede nella testa degli utenti target. Mentre la Corporate Identity è localizzata “esternamente”. E’ un’esperienza che raccoglie i sensi delle persone . Quest’esperienza viene rappresentata da elementi come gli edifici, il logo, gli arredamenti presenti nelle sedi, lo slogan, il nome, gli articoli di cancelleria, le uniformi aziendali. Non viene influenzata dalle condizioni economiche della stessa.

    La Coporate Identity può essere forte o debole (non positiva, negativa o neutrale come avviene nella corporate image. E di solito è più o meno duratura. A meno che non venga cambiata in modo deliberato.

    Corporate Identity e Corporate Image

    Il concetto d’identità è anche se è strettamente connesso con quello d’immagine, è possibile individuare la dimensione storica che lo caratterizza. Infatto, la Corporate Identity ha le sue basi sui comportamenti e sulle azioni eseguita dalle aziende durante gli anni. E questo implica avere una coerenza fra la percezione identitaria che l’azienda ha costruito intorno a se; e i comportamenti che essa mette in pratica nel processo di comunicazione.

    CTR (click trought rate)

    IL CTR (click trought rate) rappresenta la percentuale di clic. Ed ? un tasso che indica l?efficacia di una campagna di marketing online. Il click trought rate misura il rapporto tra le impressioni (impressions) viste dai potenziali clienti. Ed i clic che gli utenti hanno attribuito alla campagna pubblicitaria. Ma come si calcola questo fattore ? Facciamo un esempio pratico per capire meglio.

    [10 (numero di clic ricevuti) / 100 ( numero di impressioni ) x 100 = 10 %

    La formula precedente cosa rappresenta ?

    Significa che un?ipotetica campagna pubblicitaria ? stata cliccata dal 10 % degli utenti che hanno visto il banner pubblicitario.

    IL CTR ? un?indicatore molto importante per le campagne pubblicitarie online le newsletter o le campagne di video advertising. Ma quali sono i fattori che influenzano il clic trough rate ?

    Le principali variabili che influenzano le percentuale dei clic in una campagna pubblicitaria online sono:

    • il tipo di offerta mostrata,
    • il messaggio usato per descrivere un prodotto o servizi,
    • la posizione dell’annuncio all’interno della pagina web,
    • la coesistenza con altri contenuti presenti nelle pagine,
    • la profilazione delle buyer personas.

    Adesso che conosci le variabili principali per aumentare i clic su i tuoi contenuti o banner pubblicitari non? ti resta che metterli in pratica. E sperimentare la soluzione migliore per la tua azienda.

    Inbound marketing

    L?inbound marketing rappresenta una strategia di marketing che ha come fulcro d?azione di essere trovati direttamente dai potenziali clienti (outside-in). E? una concezione opposta alla promozione tradizionale detta outbound marketing (inside-out). Infatti, la promozione tradizionale crea messaggi di vendita verso i potenziali clienti usando vari canali di comunicazione: televisione, radio, acquisto di spazi pubblicitari, acquisito di inserzioni sui giornali. Questo tipo di pubblicit? non funziona pi?. Anzi, disturba i potenziali clienti che devono abbandonare l’attivit? che stanno eseguendo..Con l?inbound si passa dall’interrompere l?attivit? svolta dalle persone a chiedere il permesso di entrare nelle loro vite. Il pubblico deve essere conquistato offrendo contenuti interessanti ed utili per la nicchia di mercato presa in esame.

    Infoprodotti

    Gli infoprodotti sono generalmente dei prodotti a scopo informativo. Infatti,la loro funzione e? d?informare gli utenti su come risolvere un loro determinato problema. Da come s?installa un software oppure a come fare una certa cosa come per esempio come creare una nicchia di mercato. Le risposte che si possono fornire agli utenti sono innumerevoli. Ma il pilastro che regge l?infoprodotto e? di fornire formazione.

    Lo schema che regge l’infoprodotto e’ qui riassunto:

    1. Hai un problema ?
    2. Stai cercando una soluzione al problema.
    3. Trovi la risorsa online che ti aiuta a risolvere il tuo problema.

    Ma quali sono gli infoprodotti ? Molto spesso si crede che un infoprodotto sia soltanto un ebook da scaricare. Ma questo e? un concetto troppo limitante. Un infoprodotto pu? anche essere costituito da video formativi o audio formativi. In questo sito propongo degli infoprodotti sotto forma di articoli.

    Landing page

    Landing Page

    landing page

    La landing page e? un elemento chiave del web marketing. Letteralmente e? detta anche una pagina di atterraggio. Perche? l?utente arriva nella pagina attraverso vari canali (social media, pubblicit? pay per click , link del sito web dell?azienda). Naturalmente la sua funzione e? completamente diversa dalla altre pagine del sito.

    La sua funzione principale e? di quella di vendere oppure offrire un determinato servizio. Infatti, non servono solo per vendere un prodotto nell?immediato. Ma anche per nutrire la lista di contatti delle aziende. In questo caso, non si propone una vendita ma si offre gratuitamente un bonus, uno sconto, un ebook gratuito che risolve il problema degli utenti. Appena ricevuto il contatto (di solito l?email) si pu? ricontattarlo successivamente per le offerte aziendali. Quali sono gli obbiettivi di questa tipologia di pagine ?

    Gli obbiettivi di questa pagina possono essere racchiusi in due categorie:

    1. conduce il potenziale clienti a compilare un modulo informazioni per acquisire un omaggio (ebook, sconto, consulenza gratuita o altro).
    2. Oppure la compilazione del modulo informazioni ha lo scopo di condurre il cliente all?acquisto del prodotto o servizio offerto dall?azienda.

    Entrambi i casi sopra descritti conducono al processo di conversione. E questo spiega la loro differenza con le normali pagine web che hanno la sola funzione di consultazioni di informazioni. Come potrebbero essere la pagina ?Chi siamo? del sito delle aziende oppure gli articoli presenti nel blog o nelle riviste online. Lo stesso discorso vale per le gallerie di immagini che descrivono i valori aziendali.
    Per poter usare con profitto una landing page e? necessario fare del content marketing. Ma pubblicare contenuti non sara sufficiente per poter convertire. E allora come posso fare ?

    E? necessario inserire le call to action in punti strategici della pagina. Prova ad inserire una call to acion a meta? del contenuto o nella sidebar di destra o sinistra. Come posso rendere la chiamata all?azione efficace ?

    Il metodo pi? diretto e? sicuro e? usare un verbo al tempo imperativo come per esempio:

    • scopri,
    • scarica gratis,
    • acquista subito.

    Questa e? una breve descrizione di cosa e? e pu? fare una landing page. Ti consiglio fin da subito di inserirla nella tua strategia di marketing.






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      Lead Generation

      Come fare lead generation

      come fare lead generation

      La lead generation ? una strategia di marketing che ha come scopo l’acquisizione e la generazione di nuovi contatti. Questa tecnica di una perch? gli utenti lasciano un loro contatto, di solito un e-mail, per ottenere in cambio una risorsa da scaricare per risolvere un loro problema. Di solito questa risorsa pu? essere un iBook oppure un info grafica. Questo permette all’azienda di selezionare il pubblico interessato a quel prodotto o servizio.

      Targhettizzare il pubblico ? il pilastro principale della lead generation. Mentre nel modo tradizionale si usava una comunicazione unilaterale con questo nuovo metodo la comunicazione ? diretta soltanto agli utenti che devono risolvere un loro problema. In questo modo, sia un minor dispendio di energie da parte dell’azienda ed un minor costo dal punto di vista monetario. Ma questo metodo ha anche un altro vantaggio.

      Consente di instaurare relazioni con nuovi potenziali clienti. Questo fa s? di ottenere la loro fiducia giorno per giorno attraverso la creazione di contenuti non promozionali. Infatti, l’azienda deve sviluppare dei contenuti che appartengano alla loro sfera d’influenza, che permettono di risolvere i problemi. In questo modo, le aziende dimostrano di essere esperte nel loro campo di lavoro. Ma come implementare tutto ci??

      ? necessario sviluppare il processo di workflow. Quando ? stato ottenuto il contatto permettiamo al cliente interessato di scaricare la risorsa che gli avevamo promesso. In questo modo ? possibile, inviare delle e-mail, con le novit? del Corporate Blog aziendale. All’interno, di ogni e-mail ? consigliabile inserire dei prodotti o servizi sempre relazione al contenuto che risolvono il problema richiesto dall’utente. Prima ancora di sviluppare un processo di Workflow ? necessario effettuare il processo di listening.

      Il processo di listening ? la fase di ascolto. In questa fase, si scandaglia il Web per comprendere i reali bisogni degli utenti. Ci sono vari software per fare ci?. Alcuni gratuiti e alcuni a pagamento. Come per esempio Social Mention, Fanpage Karma ed altri. Sarebbe completamente inutile iniziare a fare la lead generation senza sapere quali sono i problemi da risolvere in una determinata nicchia di mercato. Ma quali sono gli strumenti da usare per ottenere nuovi contatti?

      Per ottenere un database profilato ? necessario usare due tipi di pagine Web. Anche se lo scopo di entrambe le pagine ? quello di ottenere dei contatti il loro scopo ? completamente diverso. Vediamo le differenze delle due pagine Web:

      • Squeeze Page: l’obiettivo di questa pagina ? quello di ottenere il contatto degli utenti. In cambio, di una risorsa da scaricare come per esempio un iBook. Questa non ? una pagina di vendita, che vedremo successivamente ma una pagina che ha la funzione di incrementare il database contatti dell’azienda. Per far s?, di usare il processo di Workflow attraverso l’uso delle e-mail.
      • Landing Page: la struttura tecnica di questa pagina ? simile Squeeze Page. Ma con la differenza che in questo caso si ha l’intenzione di vendere un prodotto o un servizio.

      Adesso vediamo le fasi di un processo di lead generation:

      1. listening, la fase di ascolto,
      2. creazione di una Landing Page o squeeze page,
      3. ottenere il contatto,
      4. far scaricare una risorsa utile,
      5. nutrire il contatto (lead nurturing), attraverso un procedimento di workflow.






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        Piano editoriale

        Piano editoriale

        piano editoriale

        Il piano editoriale per un blog e? una strategia di content marketing. E? il punto di partenza per qualsiasi tipo di contenuti da pubblicare nel sito web o blog aziendale. Inoltre. E? il primo passaggio da fare ancora prima di stilare un calendario editoriale. Qual?e? la funzione del piano editoriale?

        Il piano editoriale ha l?obbiettivo di essere uno strumento di lavoro per l?azienda. E? uno strumento molto potente che consente d?intercettare gli utenti interessati ai prodotti o servizi offerti dalle azienda. In modo da sviluppare un processo di inbound marketing. Ma cosa e? l?inbound marketing?

        L?inbound marketing individuale le persone alla ricerca di informazioni per risolvere un loro problema. Gi? questo fa comprendere l?importanza di un piano editoriale da inserire in un Corporate blog. Infatti, consente ad un?azienda oppure a un libero professionista di conseguire obbiettivi in un arco temporale stabilito. Ma cosa significa tutto ci??

        Per raggiungere gli obbiettivi prefissati e? necessario pianificare. Il piano editoriale si sviluppa in modo parallelo a quello che viene postato nel blog aziendale. Infatti, per rendere un blog professionale proficuo ha bisogno di un?attenta pianificazione. Questo e? ancora piu vero se gestisci le pubblicazione per delle aziende o studi professionali. Ma e? possibile fare delle variazioni?

        E? possibile fare delle variazioni. Non avrebbe senso avere un documento chiuso con un sigillo. Deve anche seguire le necessita? dei potenziali clienti di una determinata nicchia di mercato. Ma ha lo scopo primario di mettere in bianco e nero quale sar? la direzione dei contenuti del blog. Infatti, il cliente potrebbe decidere di fare delle variazioni. Ed avere questo documento consente al copywriter di parlare con il cliente e di fargli comprendere i motivi di quella scelta. Ma qual’?? la durata di un piano editoriale?

        La durata del piano editoriale dipende dalle esigenze del cliente. Preferisco non andare oltre i 3 mesi oppure per una durata massima di 6 mesi. Inoltre, consiglio sempre al cliente di effettuare 2 o 3 incontri al mese per valutare i progressi del blog oppure effettuare variazioni al piano editoriale.

        piano editoriale consulenza






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          Social Media Manager

          Social Media Manager

          social media manager

          Il social media manager e? un professionista che gestisce una o pi? piattaforme sociali per un?azienda. Questo professionista dei social media sviluppa una strategia di digital strategy. Ma quali sono i suoi compiti di preciso ?

          Il social media manager non si occupa solo dei profili sociali. Crea e struttura un piano editoriale per ogni piattaforma sociale usata dall?azienda per comunicare i propri valori ed i suoi prodotti e servizi. Ma come agisce ?

          Studia la nicchia di mercato in cui operano le aziende. Questa analisi gli permette di sviluppare dei contenuti di valore con l?obbiettivo di migliorare la e l’acquisizione di contatti profittevoli. I contenuti saranno inseriti nel piano editoriale e condivisi negli orari e nei giorni migliori per l?azienda. Ma come e? composto il piano editoriale ?

          Dopo il settore di mercato e? necessario creare il piano editoriale. Il piano editoriale prende in considerazione:

          • il giorno di pubblicazione del contenuto e gli orari,
          • gli argomenti,
          • formati del contenuto (testo, immagini, video, podcast).

          Ma tutto cio non puo essere fatto solo dal social media manager ?

          Per creare nuovi contenuti freschi il social media manager necessita di altre figure professionali. Infatti, molto spesso e? richiesto l?intervento dei grafici, dei Copywriter e dei montatori di video. Ma esiste un?altra figura professionale che entra in gioco ed e? determinante ?

          Quando il numero di utenti aumentano e? necessario gestire il pubblico. Infatti, il social media non e? pi? soltanto un canale social. Ma si e? trasformato in un customer care. In questo caso le aziende necessitano di uno o pi? community manager. A seconda delle dimensioni aziendali. Ci sono altre attivit? in cui il social media manager ha bisogno dell?appoggio di altri professionisti del settore.

          Questo accade quando e? necessario fare advertising oppure la promozione di un prodotto in offerta. Infatti, il nostro professionista dei social delega alcuni aspetti a dei professionisti che si occupano di pubblicit? online. Oppure si rivolge ad un social media strategist

          Questo semplice spaccato fa comprendere di cosa si occupa il social media manager:

          • crea,
          • delega,
          • smista.






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