Come programmare davvero in Android: gli strumenti
come programmare app android da zero

Il sistema operativo Android negli anni ha avuto un’ampia diffusione. E non soltanto su smartphone o tablet. Ha avuto la più veloce diffusione per un sistema operativo mobile. Ma quale sono le motivazioni per la sua diffusione ?

Come programmare in Android: perché Android ?

Le ragioni per la sua diffusione sono molteplici ma quella più evidente è che Android è figlio di Linux. Quindi appartiene al mondo open source. Essendo open souirce ha attirato l’interesse di molti sviluppatori. Che per molti anni hanno riversato il oro impegno nel software libero.

Inoltre, questo sistema operativo abbraccia tutto quello che è stato sviluppato per il supporto allo sviluppo web, desktop e mobile. Sia nello sviluppo di pattern progettuali e di librerie software.

Ma non è sufficiente dire che esperti del settore hanno decretato il successo di Android. Questo non sarebbe stato possibile se non ci fosse stato stato un ampio riscontro dal pubblico. Per di più, Android è stato installato su diversi device mobili e con fascia di prezzo di versa. Questo ne ha consentito un grande diffusione differenziata trasversalmente nelle diverse categorie sociali. Questa nuova organizzazione ha obbligato gli sviluppatori a curare in modo particolare ogni aspetto di adattamento alle caratteristiche dei diversi dispositivi mobili nel creare applicazioni Android sempre più performanti.

SDK e l’ambiente di sviluppo

Per poter programmare con Android è necessario avere ha portata di mano tutti gli strumenti di sviluppo di questo linguaggio di programmazione. Essi si trovano con molta facilità online e sono gratuiti. Ecco gli strumenti necessari per sviluppare la tua prima applicazione Android:

  • JDK (Java Development Kit): è l’ambiente di sviluppo per la programmazione in Java. Esso è necessario per la programmazione delle App. Lo puoi scaricare dal sito della Oracle.
  • IDE (ambiente di sviluppo integrato): in questoambiente sono presenti gli strumenti necessari per il programmatore. Per la programmazione Android puoi usare Eclipse o Android Studio; entrambe queste soluzioni sono valide.

Ma non possiamo sviluppare in Android se non abbiamo l’Android SDK. Questo è il pacchetto che consente di vedere realizzati tutti in nostri programmi Android. Esso viene scaricato attraverso il download di Eclipse o Android Studio. E’ necessario un componente aggiuntivo per programmare in Android ?

Sul computer deve essere installato l’ambiente di sviluppo JDK di Java. Adesso passiamo in rassegna gli strumenti di sviluppo nativi e non nativi. In modo da farti capire le diverse metodologie di sviliuppo.

Come installare Eclipse

Eclipse è un strumento gratis e consente di configurare il tool con varie estensioni. Questo rende Eclipse uno stru,mento molto flessibile per gli svariati usi nella programmazione.Infatti, è posisible adoperare Eclipse anche per altri linguaggi di programmazione come:

  • C/C++,
  • Java,
  • PHP,
  • ed altri.

Per la programmazione Android installare il plugin chiamato strong-ADT (Android Development Tools). Come si installa Eclipse per Android ?

È sufficiente seguire questi passaggi:

  1. Scarica Eclipse: per usare questo strumento per la programmazione Android è necessario usare la versione di Eclipse pari o superiore alla 3.7.2 (chiamata Indigo); in questa versione per Java Developer andrà più che bene. Verifica sempre che l’IDE ha già installato il plugin ADT. Mentre nelle versione successive il controllo è superfluo dato che il plugin ADT è già installato.
  2. Installazione del plugin ADT: se il plugin non è presente ti fornisco i passaggi per installarlo. Eclipse viene fornito in versione stand-alone. Questo significa che non è necessario installarlo ma il pacchetto deve essere decompresso ed poi eseguito. Quando Eclipse è stato avviato per installare il plugin ADT seleziona la voce Install New Sofwtare dal menù Help. Il software apre una finestra in cui si trova il pulsante ADD (aggiungi). Grazie a questo pulsante è possibile fornire ad Eclipse l’indirizzo url per poter scarica il plugin ADT. Dopo la connessione al database di Eclipse nella finestra appare la scritta Available Software (software disponibile) in cui apparire il componente richiesto Developer Tools. Adesso è necessario spuntare la checkbox relativa all’estensione da in stallare. Fatto questo per proseguire l’installazione si preme il pulsante Next (successivamente) per scaricare il componente. Finito il download devi accettare la licenza per poter usare il plugin.
  3. Download dell’Android SDK: il plugin che è stato installato in precedenza consente di avere disponibili tutte le voci di menù relative allo sviluppo in ambiente Android all’interno di Eclipse.
  4. Collegare IDE con Android SDK: scaricato il pacchetto dell’ambiente Android deve essere scompattato nel nostro file system. Ad esempio può essere scompattato nella direttory di Eclipse. Comunque, nello scompattamento deve essere sempre indicato il path (percorso) della cartella nelle Preferences di Eclipse. Come è possibile indicare la preferenza ? Seleziona da Eclipse la voce di menù Window Preferences. Mentre nella sezione Android dell’interfaccia che viene mostrata inserire il path del Android SDK nella casella di testo SDK Location.

Android Studio

Andiamo più in profondità nella spiegazione dell’ambiente Android SDK. Come ho già detto è già installato in Android Studio o in Eclipse è importante sottolineare che questo strumento è composto da molti tool, programmi, emulatori (si può creare anche un’emulatone personalizzato), piattaforme per ogni versione Android e tanto altro.

La sua struttura non è immutabile e viene sempre gestita attraverso il programma Android SDK Manager. Ed è avviabile da Eclipse e da Android Studio. Questo Manager permette al programmatore di scegliere le piattaforme e gli strumenti presenti nel SDK più adatti per il progetto in fase di sviluppo.

E tutto questo con un paio di download e qualche clic per installare e scompattare il pacchetto. Tutto ciò indipendentemente dal sistema operativo Windows, Mac, distro Linux. Per di più l’ambiente di sviluppo Android non ha bisogno di molte operazione per essere subito operativo e allo sviluppo della prima app.

Android SDK

Andiamo più in profondità nella spiegazione dell’ambiente Android SDK. Come ho già detto è già installato in Android Studio o in Eclipse è importante sottolineare che questo strumento è composto da molti tool, programmi, emulatori (si può creare anche un’emulatone personalizzato), piattaforme per ogni versione Android e tanto altro.

La sua struttura non è immutabile e viene sempre gestita attraverso il programma Android SDK Manager. Ed è avviabile da Eclipse e da Android Studio. Questo Manager permette al programmatore di scegliere le piattaforme e gli strumenti presenti nel SDK più adatti per il progetto in fase di sviluppo.

E tutto questo con un paio di download e qualche clic per installare e scompattare il pacchetto. Tutto ciò indipendentemente dal sistema operativo Windows, Mac, distro Linux. Per di più l’ambiente di sviluppo Android non ha bisogno di molte operazione per essere subito operativo e allo sviluppo della prima app.

Alternative allo sviluppo nativo

La programmazione Android è semplificata grazie a questi due aspetti:

  1. strumenti gratuiti,
  2. e creazione dell’ambiente di lavoro con pochi clic.

Di solito, chi si appresta a programmare con un nuovo linguaggio di programmazione si scoraggia facilmente. Naturalmente è necessario avere le competenze di base per poter approcciare un progetto di programmazione seppur minimo. Questo è ancor più vero nel linguaggio di Android in cui è necessario avere delle competenze ben radicate del linguaggio di programmazione Java.

Infatti, con il linguaggio Java programmiamo le pagine dell’applicazione. Mentre con il markup xml programmiamo la parte grafica della pagine delle applicazioni. Questo ci porta ad una conclusione semplice.

Per poter usufruire di tutte le potenzialità del framework è necessario essere degli ottimi programmatori. Infatti, questo è l’unico modo per essere consapevoli delle problematiche della programmazione e come risolverle in tempi celeri.

Questo molto spesso può scoraggiare i neofiti all’approccio con la programmazione Android nativa. Ma questo non significa che si deve rinunciare a produrre la propria App con Android.

Ci sono altre metodologia per creare app Android validi attraverso lo sviluppo non nativo. Questo tipo di metodologia ha un approccio più visuale e ancora più familiare per coloro che provengono dal mondo del web deisign. Questa è la lista degli strumenti per lo sviluppo non nativo:

  • Apache Cordova e Steroids provengono dal know-how nello sviluppo per Internet. I fogli di stile, il cosidetto CSS hanno permesso di rendere le applicazioni web eleganti e gradevoli agli occhi. Cosa che prima non poteva accadere con il puro HTML. Inoltre, il Javascript ha dato movimento e l’HTML5 ha rivoluzionato tutto il mondo web. Grazie a tutte queste funzionalità perché non riproporre il tutto anche in chiave mobile. Cordova è la versione open source del progetto PhoneGap. Ed ha come obbiettivo di sviluppare le cosiddette app ibride con un interfaccia sviluppata in modalità web. Queste applicazioni sono in grado di interfacciarsi con il sistema operativo mobile grazie a numerose API. Steroids è stato pensato per superare alcuni limiti individuati in PhoneGap. Ma non c’è stato bisogno di reinventare la ruota. Infatti, si fonda su Cordova. Ma è stato approfondito il legame con lo strato nativo.
  • Corona SDK è un’ambiente pensato per gestire le interazioni come per esempio i videogiochi. È stato sviluppato dai Corona Labs è non ha bisogno di nessuna conoscenza del linguaggio Java. Inoltre, propone come alternativa lo scripting in Lua. Lua è un formalismo con un approccio molto semplice. E consente di personalizzare ancora di puniù le proprie applicazione;
  • Unity è il più conosciuto motore per videogiochi di tutto il mondo. Questo primato è ampiamente meritato perché combina un editor visuale di altissimo livello è la programmazione ad oggetti avanzate come il C#. per di più gestisce tutti gli altri aspetti fondamentali per i videogiochi come grafica, animazione e fisica;
  • App Inventor è di sicuro lo strumento più adatto per coloro che sono degli appassionati di tecnologia amatoriali. Anche per coloro che sono praticamente a digiuno di programmazione possono ottenere dei risultati in breve tempo. È stato sviluppato dai Google Labs come strumento per una veloce modellazione di App Android. E solo successivamente è stato dato al M.I.T. (Mechanical Institute of Technology). Le sue caratteristiche principali sono di essere molto semplice da usare e con un interfaccia molto intuitiva.

Adesso sorge una domanda. E’ meglio la programmazione nativa o non nativa. Posso dire per certo che entrambe le due tecnologie hanno i loro pro e contro.

Il processo di sviluppo nativo offre la possibilità di gestire totalmente il dispositivo senza la preoccupazione di trovare dei limiti. Ma dall’altro lato richiede una programmazione molto professionale. E si focalizza solo su una piattaforma di programmazione impedendo la portabilità sui altri mercati del mobile.

Lo sviluppo non nativo richiede una minore necessità di programmazione. Inoltre, è possibile creare delle applicazioni cross-platform che sono distribuibili in diversi sistemi operatvi.

btftraduzioniseoweb andrea barbieri
BTF Traduzioni SEO Sviluppo Web
Via Santa Caterijna ,30
Poggibonsi, Siena, 53036 Italia
+393296664935
traduzione, traduttore, programmatore, blogger, realizzazione siti web, Web Marketing, lezioni private di lingua,

About Andrea Barbieri

Andrea Barbieri è il titolare dello studio BTF Traduzioni SEO Sviluppo Web. Si occupa di traduzioni professionali, progettazione siti web WordPress, Joomla, Drupal, HTML/CSS, E-commerce, Localizzazione siti web, posizionamento sui motori di ricerca, programmazione per piattaforme web e per microcontrollori. Inoltre si occupa nella progettazione e sviluppo di landing page ed ottimizzazione di testi per web con l’uso del Copywriting. Effettua anche consulenza SEO in Italia e all’estero. Per parlare direttamente con lui clicca sulla casella delle email sotto questa biografia.